(ASI) Gorizia - Nonostante il clima di censura culturale di certi ambienti politici che credono ancora di vivere nel 1945, a causa di vecchie ferite mai rimarginate e di antichi fantasmi che non trovano pace, nel tardo pomeriggio del 19 gennaio 2026 si é svolto presso il Bar Municipio il convegno di presentazione del Diario del Comandante X Mas Junio Valerio Borghese, a cura del giornalista e saggista storico Cristiano Vignali e del saggista e critico d'arte Roberto d'Amato .
A tal proposito, hanno dichiarato i due organizzatori: "Nonostante ben tre annullamenti di sala nell'arco di 16 ore , siamo riusciti a presentare, grazie alla nostra tenacia e all'ospitalità di chi ci ha dato alla fine lo spazio , il Diario di Junio Valerio Borghese".
"La nostra attività non è stata quella di portare avanti un processo di revisionismo storico su di un personaggio come il Principe Junio Valerio Borghese, ma di riaffermare quello che è uscito fuori sia dal processo del dopoguerra, sia da quello del "Golpe dell'Immacolata" del 1970, riuscendo inoltre a fare una distinzione fra il "Militare", il "politico", il "nobile" e il "personaggio" contestualizzato nella storia d'Italia, opponendoci alla "Cancel Culture", ossia ai processi di distruzione della storia nazionale e alla "damnatio memorie" su determinati personaggi della storia d'Italia, icone del cosiddetto "modello di grande Italiano" o "genio italico", al fine di tutelare l'identità nazionale e storica che la cultura globalista sta mettendo a dura prova".
"Il Comandante - han spiegato Vignali e d'Amato - ha subito due importanti processi giudiziari: il primo nel dopoguerra che lo ha visto assolto per crimini e condannato per collaborazionismo con le forze armate germaniche ad una pena relativamente mite da parte del tribunale militare italiano (12 anni) per i meriti che gli sono stati riconosciuti dallo Stato antifascista nella difesa delle infrastrutture del nord Italia dopo la ritirata dei tedeschi e nella difesa della italianità della Venezia Giulia. Ma grazie ai quattro anni di carcere preventivamente scontati e alle amnistie del fondatore del Partito Comunista Italiano Palmiro Togliatti, il Comandante Junio Valerio Borghese é stato definitivamente scarcerato dopo la sentenza nel 1949; il secondo dopo l'accusa di colpo di Stato dalla quale il Comandante X Mas é stato assolto".
"Le sentenze - hanno distinto le scelte politiche di Junio Valerio Borghese (che sono state condannate) dal valore e dal prestigio militare e dall'onore del nobile (che sono rimasti intatti), evitando la "damnatio memorie" di un personaggio storico che rappresenta romanticamente in chiave moderna una delle ultime e più fulgenti rappresentazioni dell'arditismo dannunziano, e in chiave antica l'ultima espressione della tradizione cavalleresca e nobiliare italiana dei capitani di ventura. Nel momento in cui Junio Valerio Borghese, al Comando della X Mas già da prima dell'Armistizio dell'8 Settembre 1943, decide di fare una scelta di campo rimanendo a combattere a fianco dei Tedeschi solo per l'onore d'Italia sapendo che la sconfitta era certa, entra insieme ai suoi uomini nel mito della Patria".
Infine, nell'analisi del Diario del Comandante fatta da Cristiano Vignali e Roberto d'Amato, i due hanno affermato che "al fine di dimostrare che sia riduttivo bollare Junio Valerio Borghese e la sua X Mas come "fascisti", abbiamo trattato i capitoli del diario (nell'edizione di Mario Bordogna) in cui si parla dell'azione della Decima in Venezia Giulia, di quella in difesa delle infrastrutture nel nord, dei rapporti con Mussolini e i gerarchi, con il Maresciallo Rodolfo Graziani Comandante dell'esercito della RSI, con i Tedeschi, con i partigiani, con il Regno del Sud, con gli Alleati, evincendo che il fine del Comandante Borghese non era ideologico (come la restaurazione del Fascismo), ma la tutela dell'interesse nazionale e della Patria che doveva sopravvivere alle rovine e alle ferite lasciate dalla guerra. Egli non guida una milizia mercenaria al soldo del Reich come alcuni detrattori sostengono, ma una milizia a lui fedele che combatte con bandiera italiana e con autonomia logistica, di ingaggio e di azione dai Tedeschi, anche per il forte prestigio morale e militare riconosciuto alla X Mas, un corpo d'élite della marina italiana già prima della guerra civile 1943 - 1945".
Di seguito il video integrale della conferenza svoltasi dalle 19.00 alle 20.00 di lunedì 19 gennaio 2026 presso il Bar Municipio di Gorizia:


