(ASI) Varese – L’Università degli Studi dell’Insubria si farà ambasciatrice della cultura italiana in Moldavia nel segno di Pinocchio. Infatti prenderà parte alle manifestazioni della Settimana della Cultura Italiana in Moldova, in programma dal 26 maggio al 2 giugno.

L’evento, giunto alla quarta edizione, è organizzato dall’Associazione di Promozione Sociale Italia-Moldavia (onlus) di Besozzo e dalla Fondazione COPILUL di Chişinău, in collaborazione con numerosi enti pubblici e privati, sia moldavi che italiani.

L’Italia sarà protagonista di una serie di eventi organizzati a Chişinău, capitale della Repubblica Moldova, con l’intento di promuovere l’attenzione dei moldavi verso il nostro Paese e di divulgare la conoscenza della lingua, della cultura e della storia d’Italia.

Il tema dell’edizione di quest’anno sarà PINOCCHIO, attraverso gli eventi proposti, la storia del burattino di legno farà riflettere il pubblico moldavo sugli aspetti educativi e pedagogici della fiaba, regalando anche sorrisi e momenti di gioco ai bambini.

Il professor Fabio Minazzi, direttore del Centro Internazionale Insubrico "Carlo Cattaneo" e "Giulio Preti" per la Filosofia, l'Epistemologia, le Scienze Cognitive e la Storia della Scienza e delle Tecniche dell'Università degli Studi dell'Insubria, e la professoressa Stefania Barile, collaboratrice del Centro, lunedì 29 maggio alle ore 16 terranno una conferenza sul valore educativo e pedagogico di Pinocchio, in un’aula del Padiglione Morselli collegata in video-collegamento con l’Università moldava di Chisinau.

«La collaborazione è nata prendendo spunto da un significativo seminario su Pinocchio e Collodi dello scorso anno, svolto all’interno della VII edizione del progetto dei Giovani Pensatori» spiega il professor Minazzi. «La possibilità di parlare del valore sociale di questa fiaba, e di spiegare anche la filosofia politica che vi sottende, da un lato è il riconoscimento di un percorso di ricerca che conduco da molti anni su questa favola e dall’altro è un modo per portare un pezzo d’Italia a Chişinău» conclude Stefania Barile.

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