Venezuela, dopo il sisma dichiarato lo stato di emergenza

(ASI) Dopo che due terremoti, entrambi di magnitudo 7,5 hanno colpito il Venezuela provocando almeno 32 morti il presidente ad interim, Delcy Rodríguez, ha dichiarato lo stato di emergenza costituzionale; il governo ha anche attivato un centro di comando per le emergenze e ha sospeso le lezioni per il resto della settimana, così come le attività lavorative non essenziali, per dare priorità ai soccorsi e all'assistenza ai feriti.

I terremoti hanno causato gravi danni e impatti specifici in diverse zone di Caracas, nello stato di Miranda, a La Guaira, Carabobo, Falcón, Yaracuy, Aragua, Trujillo e Zulia. Le autorità e la protezione civile sono impegnate nella distribuzione di acqua, nelle operazioni di soccorso e nella valutazione dei danni a infrastrutture e abitazioni.

Il rapporto ufficiale conferma interruzioni di corrente a Caracas e La Guaira, mentre le reti idriche e di telecomunicazione rimangono generalmente operative.

La metropolitana e la rete ferroviaria sono state sospese per agevolare le operazioni di soccorso, e l'aeroporto internazionale di Maiquetía rimane chiuso a causa dei gravi danni alle infrastrutture.

Lo Stato Maggiore di Emergenza, incaricato della gestione della situazione, è composto dai Vicepresidenti Diosdado Cabello, Juan José Ramírez (Lavori Pubblici e Servizi), Héctor Rodríguez (Affari Sociali) e Calixto Ortega (Economia).

La rete sanitaria pubblica e privata è pronta a gestire l'emergenza. Il governo nazionale ha richiesto a medici, infermieri e a tutto il personale sanitario di presentarsi al lavoro per assistere le persone colpite. I cittadini hanno accesso a uno strumento di segnalazione digitale collegato allo Stato Maggiore per segnalare persone scomparse o danni alle abitazioni.

Fabrizio Di Ernesto -  Agenzia Stampa Italia

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