(ASI) Oggi, giornata politicamente decisiva. Si  entra in una fase delicata. Siamo di fronte ad uno scenario davvero poco rassicurante.  La situazione generale della nazione peggiora,  i problemi aumentano ed il clima politico è incerto.

Se siamo arrivati a questo punto le responsabilità sono attribuibili ai tanti errori commessi dai politici.  Salvini è il  primo che ha sbagliato ad aprire una crisi al buio senza aver previsto fino in fondo gli effetti negativi della sua azione per il Paese. Per uno strano sortilegio, si sono rimessi in gioco personaggi sconfitti sonoramente dal voto ossia quelli che, democraticamente, erano stati messi da parte dell'agone politico. Il Presidente del Consiglio Conte alle 15 riferirà al Senato le sue verità. Poi, dai contenuti del suo discorso, se ne saprà di più sull'evolversi di una situazione intrigata. Contestualmente fremono le riunioni dei gruppi M5S,Lega, Forza Italia, Lineri ed Uguali e PD ed i contatti fra i partiti per creare nuove maggioranze. Molte le alchimie politiche prospettate, anche le più improponibili. Le più assurde e meno credibili. È in atto  una specie di  perversa sindrome di Stoccolma in salsa politica. Una  infatuazione contronatura, più che innamorarsi, del proprio carnefice, ci si allea nonostante tutto e turandosi il naso. Lo si fa  per una sorta di cinico darwinismo parlamentare. Si fanno patti con chi.poco prima si giudicava politicamente inaffidabile. Ci si unisce con  chi  non ha perso mai l'occasione per criticarti.  Perché siamo giunti a questa deriva negativa? Per fare gli interessi degli  italiani? Per dare voce e dignità al Paese reale? Un esempio di realizzazione della  democrazia  diretta? Nulla di tutto ciò, ma siamo di fronte ad una sottomissione al demone del potere per il potere. Ciò nonostante  I fatti ci ricordIno che gli italiani anche nelle recenti ultime elezioni si sono  già chiaramente espressi. Allora si svela un'altra verità che è  molto meno edificante: l'obiettivo è non perdere i grandi vantaggi acquisiti dalle elezioni e le rendite partitiche di posizione. A nulla serve iil richiamo al principi ispiratori della Costituzione «L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.». Ci spiegate perché tutti si dicono democratici e  quando occorre dimostrarlo lo si dimentica. Allo stato delle cose la decisione più corretta e giusta  è dare al popolo la libertà di scegliere i propri referenti politici attraverso nuove elezioni politiche. Il resto sono grandi manovre per subdoli giocchi di potere che non fanno i legittimi quanto  superiori interessi dell'Italia e degli italiani. A nulla vale invocare false priorità  siano esse econoimiche, del mercato, degli investitori internazionali, dello spread, della Unione Uropea ed altre amenità. Falsità spacciate per necessità. In questa fase convulsa, caotica e divisoria l'unico protagonista credibile ed unificante è il popolo sovrano che con il voto ridà legittimità alla politica a rappresentarlo. Altre soluzioni  finirebbero tutte per dividere e spaccare l'Italia. Un pericolo da evitare e di cui  se ne deve fare carico il Presidente della Repubblica Mattarella, l'unico che ha il potere di gestire  concretamente la crisi e dalle sue  decisioni dipenderà il futuro dell'Italia.

Ettore Bertolini - Agenzia Stampa Italia