E' difficile scrivere qualcosa di razionale in questi momenti.
Perchè Italia-Serbia viene sospesa, poi giocata e poi ancora una volta sospesa? Perchè le persone si comportano in questo modo? Perchè trasformare un evento sportivo in guerriglia? In effetti quest'oggi a Genova era presente soltanto qualche famiglia, forse qualche bambino. C'era semplicemente chi sperava di assistere ad un grande spettacolo. C'era chi aveva sudato sette camicie e fatto grandi sforzi per esserci e gridare un giorno "Io c'ero!". Bene, quest'oggi, cari tifosi dello sport, avete compreso il reale significato del termine vergogna. Potevamo continuare a vivere senza?
In un contesto al limite del grottesco si è cercato di giocare Italia-Serbia, match valido per le qualificazioni ai prossimi campionati europei. Doveva essere una festa dello sport: il "Marassi" completamente esaurito, l'orgoglio serbo ferito dopo la cocente sconfitta casalinga contro l'Estonia, la voglia azzurra di vincere e volare sempre più in alto in classifica, specialmente dopo l'inaspettato pareggio dell'Irlanda del Nord nelle bucoliche Isole Far Oer. La festa invece si è trasformata in una vergognosa serata di violenza, dove i soggetti protagonisti sono stati all'incirca un centinaio di deliquenti serbi, bravi, si fa per dire, nel non aver fatto disputare l'importante sfida. I vandali, fin dall'inizio, hanno cercato di mettersi in mostra, lanciando di tutto in campo e sulle gradinate della Nord. La partita è durata soltanto sei minuti, ovvero fino a quando nuovi bengala lanciati dagli spalti occupati dai sostenitori ospiti, hanno convinto l'arbitro scozzese, Craig Thomson, a sospendere definitivamente l'incontro. Infatti, prima dell'inizio di Italia-Serbia, ancor prima dell'esecuzione degli inni nazionali, quegli esseri incivili e disonesti, riuniti sotto lo pseudo gruppo politico degli ultranazionalisti serbi, hanno contribuito a posticipare l'inizio del match (ritardo di oltre 40 minuti). Con ogni probabilità la Uefa decreterà la vittoria dell'Italia a tavolino per 3-0, oltre che una forte penalizzazione all'incolpevole Federazione serba. Nella folle serata ligure, preme sottolineare il grande ruolo svolto dalle forze dell'ordine italiane: se la situazione non è  ulterioremente degenerata il merito è tutto loro.
Antonello Valentini, direttore generale della Federcalcio, ha spiegato, ai microfoni Rai, i motivi che hanno portato al blocco dell'incontro calcistico. "La partita è stata chiusa definitivamente dall'arbitro dopo il secondo lancio di fumogeni, perchè ha detto che non riteneva più garantita la sicurezza dei giocatori in campo". Ora la palla passa al delegato Uefa che dovrà fare il suo rapporto".