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(ASI) Di nuovo in vetta e con una partita in meno. Dopo un anni di bocconi amari con il Palermo, ricordiamo la prima sconfitta dell’era Ranieri e Ferrara la Juve di Conte mostra ancora la sua forza. Una squadra ormai rodata, che spinge grandemente sulle fasce con Lichsteiner e Chiellini, costruisce con Pirlo, crea con Pepe e Vucinic e con conclude con Matri e Marchisio.

Questi ultimi due sono andati ancora a segno e il centrocampista si diverte ironizzando sull’amico attaccante. I due, oltre al menzionato e ritrovato Pepe, a segno per primo con assist di Chiellini sono però solo alcuni degli autori della rinascita bianconera: non dobbiamo dimenticare anche le vecchie bandiere come Buffon, tornato ad altissimi livelli e che ha ipnotizzato due volte Ilicic salvando il vantaggio, nel primo tempo equilibrato. Il secondo non ha visto storia, la Juve ha chiuso la partita e Conte ha potuto dare gloria anche al ritorno Quagliarella, accolto con un boato e a Del Piero, che seppur amato e stimato da tutti, sto ormai passando le consegne a Marchisio e compagni. Finalmente la concretizzazione, oltre al gioco e allo spirito di squadra, che fanno sì che forse questa Juve sia davvero da scudetto. Conte rinvia un primo giudizio alla fine del girone di andata, quando ogni squadra sarà stata affrontata. Ora altri due test importanti la Lazio, del bomber Klose e lo spettacolare Napoli, che questa giornata si sono annullate sullo zero a zero,così come il Milan che ha peccato di leziosità con la Fiorentina. Sempre riallaciandosi alla Juve, Giovinco ha dato una mano ai suoi ex compagni con il suo goal che ha sancito la sconfitta dell’Udinese per 2 a0. Nonostante i 20 giorni è rimasto l’entusiasmo e nonostante non si dimentichi il buio passato, con la crociata di Agnelli per lo scudetto del 2006, si guarda a un grande futuro, che da troppo tempo si sta attendendo.