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(ASI) ROMA – Star bene insieme, lasciarsi e scoprire che forse, si stava meglio insieme… Zeman e il Pescara tornano ad incrociarsi dopo lo splendido campionato di serie B che ha permesso alla compagine abruzzese di ritrovare la massima serie dopo tempo immemore ed al Boemo di tornare a far parlare di lui per questioni calcistiche dopo altrettanto immemore tempo… Oggi a fare un punto della situazione, questo divorzio non ha giovato ne a chi l’ha subìto, il Pescara, ne a chi l’ha fortemente voluto, Zeman. Veniamo ai fatti: il Pescara ha affidato a Giovanni Stroppa, la propria speranza di rimanere aggrappato al massimo campionato, in una squadra imbottita di ragazzini che, con l’ex giocatore di Milan e Foggia, non è riuscita a reggere l’urto, cosicché il presidente Sebastiani è stato costretto a rimuovere il tecnico dal suo incarico e chiamare al capezzale della squadra, l’ex laziale Cristiano Bengodi, guarda un po’, ex anche allievo di Zeman. Dall’altra parte il tecnico di Braga, ritrova l’amore della sua vita, l’unica panchina per cui avrebbe lasciato il suo paradiso abruzzese: la Roma. Sicuramente anche lui avrebbe immaginato una prima parte di campionato più ricca di soddisfazioni per quella che lui stesso considera l’ultima grande chance della sua vita calcistica, per smentire chi lo considera grande con i piccoli (leggi giovani calciatori) e piccolo con i grandi (leggi campioni affermati). La partita di domenica all’Adriatico, dovrà invertire la tendenza di una delle due parti ed è qui che la gara assume toni critici (sempre restando in ambito calcistico), perché una sconfitta del Pescara peggiorerebbe ancor di più una già critica situazione, mentre una non vittoria della Roma farebbe vacillare ancor di più una panchina in cui Zeman non si sente più così stabile. Come sempre sarà il campo a dare l’ardua sentenza e forse domani alle ore 17,00 qualcuno rimpiangerà un po’ meno un divorzio ancora oggi mal digerito soprattutto dalle parti di Pescara.

Fabio Marracci  - Agenzia Stampa Italia

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