trump11 copy(ASI) Marjorie Taylor Greene, la deputata americana, famosa per il suo appoggio al Presidente Trump e per il suo largo favore popolare, è stata espulsa dalle commissioni educazione, lavoro e bilancio, rimanendo, in tal modo, impossibilitata a ogni partecipazione attiva ai lavori della Camera dei Rappresentanti.

L’atto politico in questione risulta essere particolarmente grave e senza precedenti per il Parlamento americano e si va ad inserire in quella campagna anti Trump che dovrebbe avere, quale apice l’impeachment nei confronti dell’ex presidente.

La rimozione dagli incarichi, nata da un’iniziativa dei democratici, si è potuta realizzare grazie alla partecipazione al voto di 11 deputati repubblicani che hanno ritenuto opportuno un provvedimento così abnorme per la storia della democrazia statunitense.

In passato, infatti, le rimozioni da incarichi all’interno delle commissioni, erano avvenute soltanto a opera dei propri partiti e non dalla fazione opposta, come in questo caso.

Per i nemici della Greene la deputata sarebbe una seguace di QAnon, il movimento patriota e lealista che combatte contro un presunto Deep State, in mano a banche e finanza.

Marjorie Taylor Greene è nuova alla Camera e si è candidata nel 2020 nel 14° distretto della Georgia, dopo la rinuncia alla rielezione del deputato Tom Graves ed è stata eletta con il 74,8% dei voti, senza avere avversari, dato il ritiro del suo oppositore democratico Kevin Van Ausdal. È tra i rappresentanti che hanno contestato il risultato delle elezioni presidenziali del 2020, con un proclama il 7 gennaio 2021, ed è la stessa che ha promosso una campagna di impeachment nei confronti di JoeBiden, reo, secondo lei, di abuso di potere, con un chiaro riferimento ai presunti brogli.

La Greene è nata a Milledgeville, in Georgia, ha studiato presso la Forsyth High School di Cumming e si è laureata in economia aziendale alla Georgia University. Con il marito ha fondato la Taylor Commercial, una società di costruzioni ed ha tre figli.

Dopo il provvedimento di espulsione ha dichiarato che la punizione non farà altro che spingere i repubblicani ancora più a destra e rafforzerà la loro fedeltà e alleanza al presidente Trump.

La deputata ha sottolineato come provvedimenti di tal fatta non fanno altro che privare della loro voce gli elettori che l’hanno votata ma che, nonostante tutto, per lei si tramuterà in un beneficio e che Trump rimarrà la personificazione del partito repubblicano.

L’episodio ha spaccato i repubblicani a tal punto che il deputato Kevin McCarthy si è rifiutato di partecipare all’esecuzione della collega, anche se desidera prendere le distanze dalle sue posizioni, mentre il senatore McConnel, del Kentucky, ha manifestato il suo fermo dissenso nei confronti della Greene.

Altri esponenti repubblicani avrebbero preso posizione contro la Greene, dichiarando di non voler correre il rischio ch’ella diventi l’emblema del partito.

Francesco Maiorca – Agenzia Stampa Italia