L'Albania sarà il prossimo membro dell'UE | Agenzia Stampa Italia(ASI) Nemmeno le numerosi morti per coronavirus e la grande emergenza sanitaria ed economica  che sta attraversando l'intero continente europeo riescono a convincere l'istituzioni UE  della necessità d'intervenire immediatamente per  consentire di affrontare questa tragica fase ed i suoi effetti devastanti. Effetti devastanti che lo ricordiamo stanno colpendo inesorabilmente tutte le nazioni della UE.

Siamo di fronte ad un nemico invisibile ed inesorabile. Occorrono armi speciali, soluzioni drastiche e lungimiranti capaci di sconfiggere sia il virus sia la recessione economica che sta dietro l'angolo. Quello che ha proposto a livello economico l'ex presidente della BCE Mario Draghi è ovvio e giusto. Peccato però che la sua conversione avvenga solo oggi,  lui che da sempre ha rappresentato quell'alta finanza e i poteri forti che hanno impedito per molto tempo di abbandonare la politica dell'austerità. Ciò che fa più male è la constatazione che nemmeno questi fatti straordinari e tragici hanno smussato gli angoli dei Paesi del Nord, con in testa Germania, Olanda e Lussemburgo, i quali sono ottusamente fermi nella loro politica improntata al cinico rigore e non disponibili ad accogliere l'isitanza di apertura al credito a favore degli Stati mebri firmata da nove Paesi fra cui l'Italia, la Spagna e la Francia. Dopo sei lunghe ore si giunge al nulla di fatto e si rimanda la decisione fra quattordici giorni. Un risultato estremamente negativo che di fatto dimostra l'inutilità della Unione Europea, di un consesso incapace sia di comprendere il momento difficile che sta attraversando il mondo sia di prendere decisioni utili per sconfiggere il virus e tutti i riverberi negativi ad esso connessi. Non vorremmo che il rigore della Merkel si trasformasse in "rigor... mortis". Quello che ai tempi di Monti, presidente del Consiglio era chiamato "rigor montis".