(ASI) Inutile sperticarsi in lodi nei confronti delle Associazioni di volontariato anche attraverso passerelle mediatiche da parte degli amministratori di turno, come avvenuto di recente con visite ad hoc presso i nostri volontari operativi in Emilia nelle zone terremotate, se poi concretamente si compiono scelte che tagliano le gambe a chi sul campo garantisce la preservazione dell’ambiente umbro.

 Il fondo per le associazioni di volontariato che operano sul fronte degli incendi boschivi, un rischio ancor più pressante in un estate particolarmente caldacome questa, è stato drasticamente ridimensionato. E’ vero che negli anni il contributo statale previsto dalla Legge quadro n.353 del 2000 si è di fatto azzerato ma i volontari negli anni hanno operato in condizioni di sempre maggiore precarietà andando spessissimo a ricorrere a risorse proprie o addirittura private per far fronte al loro impegno. Non è accettabile che la Regione non trovi poche decine di migliaia di euro, perché di questo si parla, quando vengono buttati soldi in pozzi senza fondo come la cooperazione internazionale. L’Umbria farebbe bene a cooperare prima di tutto con se stessa, con i propri cittadini e soprattutto con i propri volontari. Di fatto il fondo è sceso per quasi tutte le ormai ex Comunità montane da 19.000 euro a 11.000 euro, addirittura a 6000 per l’Associazione dei Comuni Medio Tevere- Trasimeno. Occorre sottolineare che statisticamente il maggior rischio incendi, confrontando i dati degli anni passati, si trova nella Comunità montana dell’Alta Umbria. In pratica per pemettere ai volontari di operare nelle stesse situazioni dell’anno scorso basterebbe una cifra integrativa intorno ai 40.000 euro per l’intera Regione. Predisporrò all’uopo un emendamento all’assestamento di bilancio in discussione attualmente in Consiglio regionale prevedendo una sottrazione all’incremento previsto per la cooperazione di pari cifra per conferirlo al cap. 4119 e all’unita’ previsionale di base 07.1.001, quella appunto dove sono destinati i fondi per la lotta agli incendi boschivi. Il tutto non sarebbe solo un riconoscimento doveroso al mondo del volontariato ma anche una necessità strategica per preservare il paesaggio dell’Umbria e diminuire il rischio anche per le persone. Ovviamente, vista l’importanza della posta in palio, c’è la piena disponibilità ad accettare uno stanziamento proveniente da fondi di riserva o da altre poste che possano senza troppi traumi essere contratte.