(ASI)Novità sul fronte petrolifero, il gruppo Opec+ - che racchiude 22 paesi – ha infatti annunciato che a luglio confermerà l’aumento della produzione di greggio pari a 188mila barili al giorno per venire incontro alle esigenze degli stessi paesi membri e del mercato; la misura mira anche a contenere l’aumento del prezzo del greggio in un momento storico in cui le crisi e le tensioni geopolitiche stanno determinando un aumento esasperato del prezzo.
Di questo aumento della produzione non beneficeranno gli Emirati arabi uniti che a maggio ha lasciato il gruppo per stringere un’intesa sempre più stretta con gli Usa.
Alcuni analisti però osservano che l’aumento della produzione rimane fine a se stesso finché non sarà riaperto lo stretto di Hormz, attualmente sottoposto al controllo in uscita delle autorità iraniane ed in uscita di quelle statunitensi.
A complicare la situazione poi vi sono i continui attacchi dell’Ucraina ai danni degli impianti petroliferi russi aspetto che, osservano da Vienna “sta diventando un vincolo all'interno del gruppo, con una quota in aumento mentre la produzione effettiva rimane ben al di sotto dell’obiettivo”.
Dopo l’uscita prima dell’Algeria ed ora degli Emirati il gruppo Opec+ sta perdendo molto della sua influenza mondiale e con la situazione in Medio oriente ed in Ucraina in stallo la situazione potrebbe non mutare a breve.
Fabrizio Di Ernesto - Agenzia Stampa Italia



