Milano e Roma in piazza per difendere la libertà e la democrazia

(ASI) 'Lor signori' possono fare e dire ciò che vogliono, ma presto il castello delle bugie che hanno costruito cadrà miseramente. Allora, per gli artefici di quello che qualcuno ha definito "grande inganno" potrebbero chiudersi le porte del potere ed aprirsene altre meno confortevoli. Il vento del cambiamento soffia forte, Roma e Milano, e l'Italia intera, anche ieri l'hanno dimostrato sul campo.

Il governo pensava che introdurre norme restrittive, provvedimenti autoritari e limiti alle libertà personali fosse la mossa giusta per fiaccare, prima, e neutralizzare, poi, il fronte democratico del dissenso. Nemmeno la propaganda martellante a livello istituzionale è stata capace di convincere e piegare la lotta della resistenza ad un obbligo vaccinale sempre più percepito come ingiusto.

I sostenitori più fanatici della linea governativa si sbagliavano di grosso, perché il movimento traversale si pone più che mai unito, vivo e attivo. In più pare maggiormente consapevole che, solo impegnandosi per una battaglia di civiltà, si potrà ripristinare la democrazia in Italia. Tutti gli italiani non allineati alle imposizioni dell'ultimo anno si sono messi insieme per difendere i valori della Costituzione.

Le manifestazioni di Roma e Milano, contrariamente a quanto affermato da certi osservatori miopi e distratti, sono state molto partecipate. Migliaia e migliaia sono stati i cittadini che pacificamente hanno riempito le piazze delle due principali città del Paese.

A Milano, Gianluigi Paragone (Italexit) ha invitato il discusso premio Nobel per la Medicina Luc Montagnier, il quale, da un punto di vista scientifico, ha messo in guardia le persone dai rischi e dai pericoli legati ai possibili effetti collaterali derivanti da questi farmaci, affermando inoltre che la speranza per l'umanità di curare la malattia è riposta proprio in chi non si è vaccinato.

A Roma, il Fronte del Dissenso ha ribadito che la via da seguire è "l'unione di tutti i resistenti". e questo momento storico viene considerato quello più opportuno, perché - come ha affermato Moreno Pasquinelli dal palco - "bisogna dare vita ad un governo popolare e democratico e se siamo uniti ci riusciremo".

Sembrano così esserci i presupposti per organizzare e dare vita ad un grande movimento di lotta. Tante erano le anime diverse, differenti le storie e le provenienze politiche, ma tutti i manifestanti appaiono mossi dalla stessa volontà: fermare quella che percepiscono come una "deriva antidemocratica" da parte del Governo Draghi.

Chi non ha voluto aderire alla campagna vaccinale, ma anche chi, pur avendo aderito, sostiene la necessità di un ritorno immediato alla normalità democratica, ha fatto sentire la sua voce. Ora che sembrano emergere verità sempre più chiare in merito alla gestione della pandemia, i tempi sono maturi affinché un proverbiale 'giudice a Berlino' intervenga per ripristinare la legalità.

La sentenza di ieri del TAR del Lazio, che annulla la circolare del Ministero della Salute sul contestato protocollo della "vigile attesa", è un primo segnale importante perché, anche sul versante della giustizia, si sta cercando di approfondire la realtà dei fatti e verificare le responsabilità.

Ora tocca a tutti noi - media independenti - attivarci per dare sempre maggior voce a posizioni e situazioni di disagio troppo a lungo silenziate, marginalizzate o ridicolizzate. Occorre prendere coscienza che si tratta di un cambiamento politico-esistenziale-spirituale epocale. Perché questa è la grande sfida che il momento storico ci ponte di fronte.

 

Ettore Bertolini - Agenzia Stampa Italia

 

* Si ringraziano Roberto e Luca per l'invio dei video.

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