tiboni33(ASI) Come tutti sappiamo lo stato di emergenza non solo è stato prorogato fio al 30 aprile prossimo, ma si ipotizza un ulteriore proroga sino al 30 di luglio. Sono quasi dodici mesi che gli Italiani si trovano agli “arresti domiciliari” spossessati di tutti loro diritti costituzionali, in capo a tutti il diritto al lavoro. Contrariamente a ciò che dichiarano tv e giornali, a cui molti credono, lo “stato di emergenza” non trova spazio nel dettato costituzionale.

 La Costituzione italiana prevede la deliberazione dello “stato di guerra” (che è un aspetto ben diverso) con il quale il Parlamento conferisce al Governo i poteri necessari ad affrontare possibili conflitti bellici. Secondo la legge 225/1992, lo stato di emergenza è proclamato solo al verificarsi o nell’imminenza di calamità naturali o eventi connessi all’attività dell’uomo in Italia (calamità naturali come terremoti e alluvioni e disastri ambientali). Nessun riferimento pertanto ad emergenze sanitarie. Va però tenuto conto che con l’articolo 77 della carta i padri costituenti hanno previsto la possibilità in capo al governo di adottare provvedimenti provvisori con forza di legge in “casi straordinari di necessità e urgenza”È proprio su questo aspetto che è stato creato l’impianto di questa “pandemia", in ordine alla quale il Parlamento ha completamente chinato il capo. Anche qui si è rappresentata una falsa applicazione della norma, in quanto i dati dei decessi per Covid-19 non sono assolutamente simili a quelli di una pandemia. Su questo aspetto nessun politico si è mai espresso. Nella nostra manifestazione di Firenze del 12 settembre scorso abbiamo avuto il piacere di ospitare sul palco il noto Dott. Mastrangelo il quale ha illustrato (con dati provenienti da fonti ufficiali come il dictionary Merriam-Webster) il vero concetto di pandemia. Il riferimento per i più “scettici" ce lo fornisce l’influenza spagnola che si diffuse tra il 1918 e il 1920 e che Infettò oltre 200 milioni di persone in tutto il mondo. In Italia la fase più aggressiva si verificò tra luglio e ottobre del 1918, quando si ammalarono tremila persone al giorno, provocando circa mezzo milione di morti accertati. I dati di oggi dicono che su una popolazione di oltre 60milioni di abitanti, il valore dei decessi non raggiunge nemmeno l’unopercento. Di fronte a tale dato, non possiamo altro che censurare l’operato del Governo che sta distruggendo una nazione e la sua economia. A questa situazione drammatica si stanno aggiungendo i crescenti casi di reazioni avverse, che hanno già portato alcuni Stati alla sospensione delle vaccinazioni. Siamo sempre più convinti, e sempre più Italiani ne sono ormai certi, che tutto faccia parte di questo nuovo disegno mondiale, volto alla riduzione e all'impoverimento della popolazione. Il mondo è in subbuglio, la gente ha capito ed i popoli si stanno democraticamente ribellando. Non possiamo pensare di vivere con la paura di morire a causa di un virus, chi lo pensa è già morto. Lo dichiara il Coordinatore Nazionale dell’Organizzazione Politica Italia nel Cuore (MIC).