(ASI) “Come avevamo anticipato pochi giorni fa, il Ministero dell’Ambiente ha inviato una nota indirizzata alle autorità francesi per chiedere il coinvolgimento del nostro Paese, in relazione all’ipotesi di estensione della licenza dei reattori nucleari d’oltralpe, che si trovano in prossimità dei nostri confini” ha dichiarato il sottosegretario all’Ambiente, con delega alle politiche sul nucleare, Roberto Morassut.

 

“L’ASN, Autorità per la Sicurezza Nucleare francese, ha infatti avviato lo scorso dicembre una consultazione pubblica– spiega Morassut - per decidere in merito all’estensione di altri dieci anni dell’attività produttiva di reattori vetusti (da 900 MW ciascuno), che stanno per raggiungere i 40 anni di attività, il limite massimo di operatività previsto per questi reattori. Una consultazione solo nazionale, che ha coinvolto i cittadini francesi e non ha considerato la necessità di informare e far partecipare il nostro Paese, dato l'evidente impatto di decisioni di questa portata sui nostri confini”.

“Prendere parte alle consultazioni – continua il sottosegretario -è un diritto fissato dalla Convenzione di Espoo, adottata nel 1991, che impegna i governi a garantire la possibilità anche ai cittadini degli Stati confinanti, che potrebbero essere danneggiati, di partecipare a una consultazione transfrontaliera sui progetti proposti".

“Alla luce dell’evidente influenza che il processo di revisione potrebbe potenzialmente avere sul territorio italiano – conclude Morassut - l’Italia è da considerarsi parte interessata e deve essere garantito ai cittadini italiani il coinvolgimento al pari dei cittadini francesi. Pertanto, abbiamo chiesto a Parigi che venga avviata una consultazione transfrontaliera, che integri il processo in corso effettuato dall’ASN, o sia parte di una procedura di valutazione ambientale ai sensi della Convenzione di Espoo, laddove questa venga intrapresa. Ci guida l'idea di un percorso decisionale basato sulla trasparenza, sull'informazione e sulla partecipazione, coerentemente a come è stato con l'avvio delle consultazioni sulla Cnapi, dove l'Italia per la prima volta ha visto, per la localizzazione di una grande opera, l'uso di una procedura basata su un processo di coinvolgimento dei territori, con l’obiettivo di arrivare a una soluzione concordata con le comunità locali".