(ASI) "Manifesti inneggianti alla figura di terroristi, Sepp Kerschbaumer ma anche i suoi accoliti, ossia coloro che scatenarono la tempesta di fuoco e di bombe sull’Alto Adige nella notte dei fuochi in cui morì lo stradino Giovanni Postal e che aprì la strada all'ancora più cruenta stagione successiva.

Ma la firma inaccettabile in calce a questi manifesti (a fianco a quella dello Heimatbund, organizzazione che nacque per raccogliere gli ex terroristi in una sorta di macabro sindacato) è quella degli Schuetzen, organizzazione a struttura paramilitare, già di per sé elemento di aperto conflitto con le regole costituzionali) beneficiaria di corpose elargizioni pubbliche da parte di Provincia e Comuni.

"Non per questa campagna ma per la sua struttura ed attività di carattere generale. Non è più tollerabile. Abbiamo già presentato una richiesta ufficiale alla Provincia per chiedere l’immediata sospensione di ogni contributo pubblico a questa organizzazione che si colloca in un’area grigia fra secessionismo e apologia di reato. Mentre in tutta Italia si è esultato per la riconsegna alle patrie galere di Cesare Battisti (dei comunisti combattenti) in Alto Adige si svolgono campagne inneggianti a protagonisti della violenza omicida".

"La Provincia ora è chiamata ad assumere decisioni definitive: ci appelliamo anche alla componente di lingua italiana della Lega che ponga senza mezzi termini la questione in giunta pretendendo la sospensione immediata di ogni contributo a questa organizzazione. Ci attiveremo anche presso il Governo perché la Costituzione sia rispettata. La società che ha affisso i manifesti evidentemente non ha posto veti sulla loro pubblicazione. Si chiede che lo faccia come già fece con i manifesti di una organizzazione politica vicina agli Schuetzen che accusava i medici di lingua italiana di condannare a morte i pazienti di lingua tedesca. Porrò la questione urgentemente già nel corso della prossima discussione sul bilancio in Consiglio provinciale".

Lo comunica in una nota l'Ufficio Stampa di Alessandro Urzì, Consigliere regionale e provinciale di Fratelli d'Italia AANC.

 

 

 

 

 

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