(ASI) - Le mosse dei partiti in vista delle elezioni regionali sono entrate nel vivo.

Saranno sette le regioni chiamate alle urne in primavera e a sperare in un risultato positivo, è in particolare il PD. La vittoria in Emilia con la conferma di Stefano Bonaccini al suo secondo mandato ha dato una nuova spinta ai dem, con Zingaretti che insiste sull’apertura del partito a movimenti, società civile e forze di sinistra per allargare la coalizione di riferimento.

A rispondere all'appello è Carlo Calenda. In una intervista di Repubblica, il politico italiano ha le idee ben chiare soprattutto per quanto riguarda il leader di Italia Viva: "Renzi non è serio: fa nascere un governo e poi lo bombarda tutti giorni. È un modo di fare politica incoerente, con un tatticismo debole e sconclusionato.” La presa di distanza dalle ultime mosse renziane è quindi decisa e risoluta. Inoltre, dopo aver appoggiato Bonaccini in Emilia Romagna, promuove il progetto di un centrosinistra unito sostenendo i candidati dem in Toscana, Veneto, Marche e, probabilmente, Liguria.

L’unico nodo, al momento, resta quello della Puglia, dove anche l’ex ministro esclude il sostegno a Emiliano, proprio come Renzi. Anche nella regione meridionale, però, la lontananza da Italia Viva è confermata. Calenda ha ribadito, infatti, che non esistono alleanze né regionali, né politiche in alcun territorio. L’auspicio, invece è di continuare con il centrosinistra.

Nicola Zingaretti incassa un appoggio che seppure non è molto consistente a livello di percentuale di voti, assume un significato politico. Allontana, infatti, il modello renziano e risponde all’idea di una coalizione allargata su valori progressisti spostati a sinistra.

 

Claudia Piagnani - Agenzia Stampa Italia