meloniagendaespagna(ASI) «In questi giorni tutti i commentatori si interrogano su come sarà l’Europa del dopo Merkel: parlano di Draghi, di Macron e di qualche altra personalità. Ecco, io penso che noi, invece, dobbiamo lavorare insieme perché l’Europa del dopo-Merkel sia l’Europa dei Conservatori, l’Europa dei patrioti.

Un’altra Europa è possibile e per costruirla sarà fondamentale la nostra salda alleanza, spagnoli e italiani, fianco a fianco, insieme a popoli fratelli che sono accomunati a noi dalla nostra stessa matrice latina. Così potremo costruire un’Europa più equilibrata e potremo riscoprire i veri valori che hanno fondato l’Europa. Proprio noi, che tutti i giorni veniamo tacciati dai sedicenti europeisti di volerla distruggere mentre sono loro che la stanno relegando ai margini della storia, vogliamo vederla tornare al centro. Ripartendo da quelle terre che l’Europa, la civiltà europea, l’hanno creata, forgiata e sviluppata nei millenni. Ripartendo dall’Europa Latina».

 

Così il presidente di Fratelli d’Italia e dei Conservatori europei (ECR Party), Giorgia Meloni, intervenendo questa mattina a “VIVA 21. La Spagna in piedi”, la grande convention nazionale organizzata a Madrid dal partito spagnolo VOX presieduto da Santiago Abascal e che fa parte d3lla famiglia dei Conservatori europei.

 

«Continueremo a dire che vogliamo un’Europa protagonista sui grandi temi internazionali. Per fermare l’immigrazione incontrollata dall’Africa e dall’Asia, per difenderci dal terrorismo islamico, per fronteggiare le sfide che ci arrivano proprio dalla Cina, per costruire ponti verso l’America Latina, che sta vivendo una stagione molto difficile. Voglio ringraziare pubblicamente Santiago Abascal per aver voluto promuovere la “Carta di Madrid”, che ho convintamente firmato. Un manifesto di valori straordinario per unire le forze e aiutare i nostri fratelli dell’America Latina a liberarsi dal giogo di governi di ispirazione social-comunista che ne stanno affamando i popoli. Vogliamo un’Europa più presente nel Mediterraneo, culla della nostra civiltà e da cui oggi l’Europa è sempre più emarginata, mentre altri paesi la fanno da padrone. Penso alla Turchia di Erdogan che, mentre noi ci dividiamo, mette in atto il suo espansionismo aggressivo, minaccia nazioni europee come la Grecia o Cipro, controlla la Libia, ricatta l’Europa con gli immigrati clandestini e finanzia l’Islam politico in tutto il Vecchio Continente. E l’Europa ancora sta lì a prendere in considerazione l’ipotesi dell’ingresso della Turchia nell’Unione. Non lo permetteremo», ha aggiunto Meloni.