Martinetti Macedo1(ASI) Per gli speciali di Agenzia Stampa Italia abbiamo avuto il piacere di incontrare l’Ambasciatore peruviano in Italia, S.E. Eduardo Martinetti Macedo, che non solo ci ha illustrato le bellezze del suo Paese ma anche spiegato la crisi politica vissuta dal suo Paese nelle settimane scorse, ora brillantemente superata, e ribadito i grandi rapporti economici tra i due Stati sia per quanto riguarda la comunità peruviana in Italia sia in merito ai possibili investimenti che le Pmi nostrane potrebbero effettuare a Lima per rafforzare la loro bilancia commerciale

Il Perù in una settimana ha cambiato tre capi di stato. Il 17 novembre, l'ingegnere Francisco Sagasti è stato eletto Presidente ad interim dal Congresso e dovrà guidare il Governo di transizione fino alle nuove elezioni. Il nuovo Presidente del Perù, Francisco Sagasti, che ha lavorato anche presso la Banca Mondiale, aprirà la strada verso un processo costituente? Come potrà far fronte alle principali crisi (politico-istituzionale, economica, sociali e sanitaria dovute al Covid-19) che stanno colpendo il Paese? Come fermerà il clima di violenza e le crescenti proteste popolari?

È vero che il Perù ha affrontato una grave crisi politica, che è stata fortunatamente risolta all'interno dei canali democratici della nostra Costituzione, istituendo un governo di transizione che ha tra i suoi obiettivi fondamentali quello di tenere - il prossimo aprile - un processo elettorale per eleggere e insediare, entro otto mesi, un nuovo Presidente della Repubblica, nonché rinnovare la totalità dei membri del Parlamento.

Detto questo, credo sia importante distinguere le vicende politiche e sociali del Perù da quelle che si vivono in altri Paesi dell’America Latina. Nel caso del Perù, non è e non è stato messo in discussioneil regime né la continuità del sistema democratico, in vigore ininterrottamente da vent'anni. Durante questo periodo, il Perù è stato il Paese con la crescita del PIL più elevata e sostenuta in Sud America, che ha permesso di ridurre i livelli di povertà di oltre il 20% e migliorare le infrastrutture produttive e dei servizi.

È evidente che non tutti gli ostacoli del sottosviluppo sono stati risolti e che il Covid-19 ci ha confermato che esistono ancora importanti lacune da colmare nei nostri sistemi sanitari ed educativi, e anche la pandemia sta causando battute d'arresto in questi e altri campi che dovremo affrontare a breve termine. Nel corso della sua storia si può vedere che il Perù è un Paese di grande forza e resilienza e oggi non vedo avvicinarsi alcuna crisi sociale o economica che possa portare a un processo di riforma della Costituzione, come propongono isolatamente alcune organizzazioni politiche di sinistra. Le recenti manifestazioni di protesta, eminentemente pacifiche, sono state promosse legittimamente dai giovani e sono cessate non appena è stata abilitata la successione presidenziale nell’ambito della Costituzione.

 

Ad aprile prossimo ci saranno le elezioni e il prossimo Presidente assumerà l’incarico a luglio. Quali sono i compiti che dovrà affrontare con maggiore urgenza il nuovo Capo dello Stato?

È difficile rispondere a questa domanda perché non sappiamo quale sarà il programma del futuro Presidente. Tuttavia, e come ho già accennato, la pandemia ha reso più evidenti alcuni problemi di lunga data, la cui attenzione - in termini generali - dovrebbe includere la crescente integrazione della popolazione nell'occupazione formale e nel credito; la promozione dell'associatività per lo sviluppo delle PMI; migliorare la qualità dell'istruzione, in particolare nelle zone rurali; colmare le lacune in materia di salute e nutrizione; e dare una nuova enfasi alla modernizzazione, efficienza e decentralizzazione dello Stato.

Per ora, è interessante notare che il Presidente Sagasti ha dato la priorità, come obiettivi del suo governo di transizione, a restituireai giovani la fiducia nello Stato, rafforzare la governance, la gestione responsabile del bilancio pubblico -per affrontare le priorità sanitarie e promuovere la riattivazione economica- e dare un maggiore impulso all’istituzionalità della scienza, della tecnologia e dell'innovazione.

 

Nel 2008, il Perù ha aderito al progetto UNASUR, ma attualmente si è autosospeso dall'organizzazione. Sono in corso trattative per ricongiungersi o ritengono che il progetto sia definitivamente fallito?

Il Patto Andino e il Mercosur sono nati cinquant'anni fa con lo scopo di generare ampi processi di integrazione subregionale che -secondo alcuni pareri-nel tempo hanno già raggiunto i limiti delle loro possibilità. Con UNASUR è emersa una nuova spinta all'integrazione; questa volta per collegare tutti i paesi sudamericani. Tuttavia, subito dopo, questo organismo internazionale è stato cooptato da un allineamento politico e ideologico che ha finito per influenzare la sua vitalità. UNASUR si sveglierà di nuovo? È difficile da sapere e ogni previsione dovrà tener conto della necessità di assicurare una vocazione universale e una comunità di interessi proiettata nel tempo.

Bisogna anche ricordare che il Perù ha sempre mantenuto una partecipazione costruttiva in difesa dei valori emisferici ed è membro di PROSUR e CELAC.

 

Geograficamente, il Perù è un Paese "sfortunato", solo il 2% del suo territorio è utilizzabile per vivere. Ciò determina un grande sovraffollamento, soprattutto nella capitale.  Che effetto ha avuto tutto questo sulla gestione dell'emergenza Covid-19? E anche per quanto riguarda la questione del territorio, esistono progetti per sfruttare economicamente quel 98% di territorio "disagiato"?

Vorrei iniziare a rispondere alla domanda indicando che il Perù è un Paese straordinario, dotato di una ricchezza incommensurabile. La nostra difficile geografia è compensata dall'avere 84 delle 117 zone vitali del pianeta e 28 dei 32 climi del mondo, consentendo un'elevata diversità genetica che colloca il Perù come uno dei dieci Paesi megadiversidel mondo e come il più importante centro di origine delle specie vegetali autoctone addomesticate (128 specie, tra cui, patate, mais e pomodori, che sono la base dell’alimentazione in molti Paesi del mondo). In un ettaro di coltivazione tradizionale di patate nell'Altiplano del Lago Titicaca (Puno) è possibile trovare fino a tre specie di patata e dieci diverse varietà di questo tubero. Questo è più di tutte le specie e varietà di patate coltivate in Nord America.

Con un'area di 1.285.216 km2 - più grande di quella di Francia, Spagna e Portogallo insieme - e con una costa di oltre 3.000 chilometri, il Perù è il terzo Paese più esteso del Sud America. È attraversato da sud a nord dalla catena montuosa delle Ande, che gli impone una geografia complessa e un'enorme diversità di paesaggi, specie e culture. Possiede anche la seconda foresta amazzonica più grande dell'America Latina, con un enorme potenziale per l’estrazione del carbonio, la mitigazione del cambiamento climatico, l'ecoturismo e la conservazione; con un enorme potenziale per lo sviluppo di nuovi prodotti per l'alimentazione, la medicina e l'industria in generale. Il potenziale della sua biodiversità è enorme, poiché le 25.000 specie (10% del totale mondiale) di piante che possiede (di cui almeno il 30% endemiche), la popolazione utilizza finora solo circa 5.000 specie in varie applicazioni. E nell'Oceano Pacifico e nelle sue acque continentali, il Perù ha quasi 2.000 specie di pesci, non meno del 10% del totale mondiale.

E “last butnotleast” il Perù riunisce anche un'elevata diversità di culture. Ha 14 famiglie linguistiche e almeno 44 diversi gruppi etnici (42 dei quali in Amazzonia). Queste popolazioni indigene possiedono importanti conoscenze riguardanti gli usi e le proprietà delle specie, la diversità delle risorse genetiche e le tecniche della loro gestione.

Dunque, quanto può essere sfortunato un Paese ricco come questo?Quello che succede è che è un Paese che deve finire di organizzarsi e istituzionalizzarsi e, questa è la promessa che noi peruviani facciamo a noi stessi quando il 28 luglio 2021commemoreremo il bicentenario della nostra vita repubblicana.

Per quanto riguarda la concentrazione della popolazione a Lima e in altre città della costa, questo è il prodotto di un fenomeno migratorio dalla campagna alla città iniziato quasi settant'anni fa. Ed io non saprei dirLe quanto sia più vulnerabile al COVID-19 una persona che ha un maggior rischio di contagio a causa del sovraffollamento dell'ambiente urbano in cui vive, rispetto a un'altra che vive dispersa nelle alte montagne delle Ande e nella vasta pianura Amazzonica, con le evidenti difficoltà a ricevere cure adeguate. La pandemia ci ha sorpreso tutti, in tutti i Paesi e ci ha mostrato gravi carenze, indipendentemente dal nostro sviluppo sociale e tecnologico.

 

In Italia vive una grande comunità peruviana.  Qual è il suo grado di integrazione nel tessuto sociale ed economico italiano? E, nell'eventualità, di quali problemi si lamentano i Suoi concittadini che vivono nel nostro Paese?

La comunità peruviana stabilitasi in Italia è considerata la più numerosa dell'America Latina e, allo stesso tempo, una delle meglio integrate socialmente ed economicamente.Tradizionalmente molto lavoratrice, si è ben inserita nel mondo del lavoro, distinguendosi, principalmente, nel campo dell'assistenza infermieristica, sia negli istituti sanitari che nell'assistenza privata di anziani e bambini.

Attualmente, l'Ambasciata sta promuovendo la negoziazione di accordi per la convalida sia degli studi e titoli universitari, sia delle patenti di guida, che permettano ai peruviani residenti di migliorare le loro condizioni di lavoro. Abbiamo anche all'orizzonte la necessità di firmare un accordoin materia di sicurezza sociale, che consentirà, dopo anni di lavoro in Italia, di godere di una pensione di vecchiaia a chi deciderà di rientrare in Perù.

Quali sono i campi in cui lo scambio economico tra i nostri due Paesi è più forte e, eventualmente, in quali settori gli imprenditori italiani potrebbero investire in Perù con vantaggi per entrambe le economie?

In Italia, il Perù è tradizionalmente visto come un Paese minerario e di pesca e negli ultimi decenni è stato proiettato con successo per il suo potenziale di esportatore agricolo. Nell'ambito degli investimenti, soprattutto in energia e in infrastrutture stradali e sanitarie, il Perù ha privilegiato un importantissimo portafoglio di progetti da finanziare attraverso alleanze pubblico-private che risultano sempre più attraenti per le grandi e medie imprese italiane. E, in termini di cooperazione, percepiamo con grande interesse le possibilità di apprendere dall'esperienza produttiva e associativa delle PMI italiane, che sono un modello di innovazione tecnologica e qualità. Altresì, nel settore agroalimentare, l'Italia ha unexpertise e un know-how inestimabili in termini di macchinari all'avanguardia, che inoltre realizza in base alle specifiche esigenze di ogni cliente.

Ettore Bertolini - Fabrizio Di Ernesto - Agenzia Stampa Italia