(ASI) “Sulla strage di Bologna (e non solo), l’Italia ha bisogno di verità, non di propaganda e mistificazioni. Dal 1980 a oggi è stata raccontata una storia che, a chiunque abbia un briciolo di onestà intellettuale, non convince e cioè quella di una “strage fascista” (dalle oscure finalità), termine dietro al quale non sono stati additati solo i “terroristi neri”, ma anche un intero mondo politico di destra, MSI compreso.

Nello scrivere “nessuno di noi era a Bologna” rivendico il diritto di contestare una verità giudiziaria palesemente falsa che imputa alla destra la strage di Bologna e difendere milioni di elettori e militanti di destra che da sempre agiscono nel pieno rispetto della democrazia e delle leggi. Se taluni giornalisti e politici avessero in questi 40 anni dedicato lo stesso sforzo a cercare la verità di quello che hanno profuso a costruire teoremi contro la destra, oggi si parlerebbe con ogni probabilità in modo diverso della strage di Bologna. Al direttore Mentana, ai diversi giornalisti e politici, all’Anpi, che sono stati così solerti nello scagliarsi contro un mio post su Facebook, chiedo di trovare il tempo (e il coraggio) per chiedere la desecretazione di tutti gli atti riguardanti la strage di Bologna, ancora oggi in gran parte non disponibili. Oppure preferiscono che la verità non emerga?”. Lo dichiara in una nota il senatore di Fratelli d’Italia, Massimo Ruspandini.