(ASI) Caro Giggino, è vano illudersi: dopo quella di Matteo, la prossima testa a cadere sarebbe la sua. Così sta scritto. E, una volta passati per il tritatutto, cambierebbero anche i vostri nomi: da Salvini a Salsini, da Di Maio a Di Maionese.

Ma coraggio, per tirarvi su, c'è sempre un bicchiere di vino DOC, magari prodotto nei vigneti umbri di proprietà (ma la proprietà non era un furto, Massimino?) della consorte di Massimo D'Alema. Lo stesso che  forse è bastato a sollevare il povero Nicola Zingaretti, spaventato a morte dal fantasma di Matteo Renzi tornato dagli Inferi. Ovvia!!!

Ci sarebbe da sorridere ... se gli italiani ne avessero ancora voglia.