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Cultura

Moderne forme di violenza

Di Antonella Morsello 13 Settembre 2011 – 18:05 2 min di lettura
(ASI) Un certo grado di violenza ha sempre contraddistinto tutte le società, anche evolute, dell'antichità. Anzi, si potrebbe sostenere che la violenza è insita nella natura umana e che solo uno sforzo di razionalità, unito al timore delle sanzioni, consente una pacifica e civile convivenza sociale. Naturalmente la violenza ha assunto, nel corso dei secoli e dei millenni diverse configurazioni: quella ciecamente brutale ed irrazionale del mondo primitivo si è andata trasformando in una violenza più mirata, volta ad ottenere dei benefici egoistici.

Terre, donne, denaro, potere hanno rappresentato le più potenti leve scatenanti la violenza dell'uomo sul proprio simile. Tramontato il pungo periodo delle guerre di conquista territoriale, gli uomini hanno, comunque, continuato a combattersi con ogni pretesto immaginabile. La religione, la razza, l'ideologia politica, sono stati tutti argomenti sufficienti a scatenare la violenza di uomini contro altri uomini. Ma se la società più evolute hanno ormai abbandonato quasi completamente il ricorso alla lotta armata, non per questo la violenza ha smesso di manifestare tutta la propria forza dirompente.

 Violenza su anziani, donne, bambini, brutalità nelle famiglie, rapine, sevizie, riti sacrificali, stragi, pressioni psicologiche, insulti gratuiti, dimostrano che nell'animo umano esiste ancora un pozzo buio ed insondabile in cui albergano sentimenti negativi che possono esplodere con effetti inimmaginabili. E poco giova il pensare che azioni turpi di violenza posso essere solo il prodotto di personalità deviate o di un ambiente degradato; questo è, in ogni caso, un problema di cui la società intera ha il dovere di farsi carico. Resta, comunque, l'inquietante certezza che esistono ancora persone civilizzate solo in superficie e dai comportamenti ambiguamente imprevedibili. Ad ulteriore conferma di ciò esiste una violenza di cui non si parla contro la quale non saranno mai presenti disegni di legge: è la violenza subdola e strisciante che non comporta sopraffazione fisica, ma morale. È la violenza dell'accorto sull'indifeso, del ricco sul povero, del potente sull'umile: è quella violenza intrisa di arroganza che colpisce chi, rivendicando un diritto, è costretto ad elemosinarlo come concessione. È questa, una violenza non facilmente individuabile e punibile ma non meno dolorosa di quella che lascia lividi e cicatrici, perché colpisce dei beni preziosi dell'uomo: la dignità.

E l'uomo,spoglio della propria dignità, della fiducia in se stesso e negli altri, della carica vitale è ben poca cosa.; reagire alla sopraffazione è difficile, chi percorre coraggiosamente questa strada facilmente si può trasformare in un Don Chisciotte, perché la lotta più impari è quella contro il sistema: il singolo non può che restarne schiacciato. È indispensabile, quindi, che il processo di maturazione e crescita della nostra società non trascuri questo aspetto non secondario della convivenza civile. Se non riusciamo ad eliminare anche queste forme sotterranee di violenza- oltre a quelle + palesi e rivoltanti- vivremo in una civiltà incompiuta in cui “ homo homini lupus”.

Nota della Redazione

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