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Cultura

Uffizi: gli artisti delle Venezie nei disegni del Gabinetto Disegni e Stampe

Di Redazione ASI 14 Dicembre 2013 – 18:12 4 min di lettura

(ASI) Firenze- Si è inaugurata della Sala Edoardo Detti del Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi – sotto la direzione di Marzia Faietti e di Giorgio Marini – la mostra “Una novella patria dello spirito. Firenze e gli artisti delle Venezie nel primo Novecento”, che resterà visibile fino al prossimo 9 febbraio 2014.

Attingendo alle aree meno note della propria ricca collezione il Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi, in collaborazione con la Fondazione Coronini Cronberg di Gorizia e la Soprintendenza di Trieste, ha inteso dar corpo a un progetto che indaga la speciale attrazione esercitata dalla città di Firenze su molti artisti veneti, friulani e giuliani nei primi decenni del Novecento, quando il capoluogo toscano rappresentò per molti aspetti la sintesi più compiuta della cultura italiana, e non solo figurativa e letteraria. Ne emerge il ruolo centrale di Firenze anche rispetto alle vicende del recupero dell’incisione in Italia all’inizio del secolo scorso, quell’arte del “Bianco e Nero” che proprio allora andava ricevendo nuovo impulso grazie anche a molti di questi artisti. Attirati dal fascino del glorioso passato d’arte della città, essi contribuirono alla sorprendente vitalità di una stagione particolarmente felice per l’incisione: basti citare la Scuola d’Incisione presso l’Accademia di Belle Arti, guidata da Carlo Raffaelli e poi da Celestino Celestini che, raccogliendo l’eredità di Fattori, avviò nel 1912, prima in Italia, corsi ufficiali, o la Prima Esposizione Internazionale di Bianco e Nero (1914), e ancora la Seconda Esposizione Internazionale dell’Incisione Moderna (1927), esperienze tutte che fecero di Firenze, per alcuni lustri, l’autentica capitale dell’incisione in Italia.

Scrive il Soprintendente per il Polo Museale Fiorentino, Cristina Acidini, nel catalogo che accompagna la mostra: “Se a Firenze si va ad approfondire un fenomeno artistico, anche il più singolare, è raro che non lo si trovi rappresentato in ampiezza, per quanto attiene alla misura, e in eccellenza, per quanto attiene alla qualità. E così quando Marzia Faietti e Giorgio Marini, titolari della direzione e della vicedirezione del Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi, d’intesa con i colleghi di Trieste e Gorizia, hanno incrociato, con tecnica combinatoria tanto audace quanto raffinata, il tema della “rinascita dell’incisione” a Firenze con i segmenti di biografie di intellettuali e artisti di origini giuliane, ecco che ne è scaturita una visione nuova e pregnante di un movimento artistico finora percepito solo in filigrana e per frammenti, così da dar luogo a una mostra e al catalogo che l’accompagna”.

La città viveva la stimolante fioritura delle riviste storiche d’inizio secolo accogliendo un gruppo di intellettuali che dalle regioni non ancora “redente” vi convergevano seguendo il richiamo di una comune cultura “italiana”. Ai nomi più noti di Saba, Slataper, Stuparich o Michelstaedter tra i letterati, fanno riscontro quelli dei giovani artisti loro conterranei che vi inseguivano la ricerca di un’identità culturale, trovandovi in alcuni casi una nuova patria d’elezione. Il più emblematico resta quello di Giannino Marchig ma vanno ricordati anche Rietti, Croatto e Sbisà, cui si aggiunsero i trentini Disertori e Cainelli, e ancora Bianchi Barriviera e Balsamo Stella dal Veneto.

La maggior parte di essi trascorse a Firenze gli anni fondamentali della propria formazione, con la conseguenza che molte delle loro opere furono acquisite direttamente alla loro epoca, mentre altre sono frutto di acquisizioni anche molto recenti. Per la storicizzazione di quest’avventura artistica, lontana da noi ormai un secolo, una volta di più si conferma dunque cruciale il ruolo del Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi, la cui raccolta è universalmente celebre per l’antica storia e per la continuità dei suoi sviluppi, soprattutto per l’arte del Rinascimento, ma assai meno per i suoi materiali novecenteschi.

Il percorso muove attraverso 66 opere su carta, tra disegni e stampe, che rivelano come nella dimensione intima della lastra o del foglio questi artisti abbiano saputo sintetizzare in maniera mirabile i temi del ritratto, della figura e del paesaggio. Pur con percorsi diversi, tutti trovarono nella speciale valenza “segreta”, lenta e di meditata pazienza della pratica incisoria uno strumento consono a esprimere un loro personale “sentimento del tempo”, per molti ancora sotto gli influssi delle poetiche simboliste.

La mostra è promossa dalla Soprintendenza Speciale per il Patrimonio Storico, Artistico ed Etnoantropologico e per il Polo Museale della città di Firenze, dalla Fondazione Palazzo Coronini Cronberg onlus di Gorizia e dalla Soprintendenza per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici del Friuli Venezia Giulia; è realizzata grazie al contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Gorizia e della Fondazione Cassi di Risparmio di Udine e Pordenone.  La mostra è arricchita dal catalogo edito da Fondazione Palazzo Coronini Cronberg onlus, a cura di Cristina Bragaglia Venuti, Maddalena Malni Pascoletti e Giorgio Marini.

 

Nota della Redazione

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