Roggi la vita un bacio(ASI) Si arricchisce di giorno in giorno il parterre degli artisti ospiti presenti alla prossima “XIII Florence Biennale. Mostra internazionale di arte contemporanea e design” che si terrà alla Fortezza da Basso di Firenze dal 23 al 31 ottobre 2021.

Infatti all’artista e attivista inglese Vivienne Westwood, all’artista piemontese Michelangelo Pistoletto, alla regista argentina Teresa Mular, all’illustratore australiano Jim Tsinganos e alla visual artist ungherese Flora Borsi, si aggiungerà in veste di artista guest anche lo scultore toscano Andrea Roggi, che esporrà quattro sue opere.

Tre saranno collocate all’interno della Fortezza da Basso: Fecunditas (bronzo, fusione a cera persa e patina a fuoco, altezza 270 cm, 2019), Insieme per un Nuovo Mondo (bronzo, fusione dinamica e patina a fuoco, diametro 100 cm, 2021), Le nostre Radici per un Nuovo Mondo (bronzo, fusione a cera persa, fusione dinamica e patina a fuoco, altezza 330 cm, 2020); c’è poi una quarta scultura dal titolo La Vita in un Bacio (130x140x130 cm) che, pur essendo parte integrante della “XIII Florence Biennale”, sarà accolta presso l’atelier di Aquaflor in Borgo Santa Croce, a Firenze.

Come per le opere degli altri artisti presenti, anche quelle di Roggi sono incentrate sul tema della femminilità, che identifica la XIII edizione della kermesse fiorentina con il tema: "Eternal Feminine | Eternal Change. Concepts of Femininity in Contemporary Art and Design".

«Sono estremamente lusingato di essere stato chiamato a partecipare alla XIII edizione della Florence Biennale con i miei lavori – dice Andrea Roggi -. Ritengo che il tema della femminilità, veramente attuale da sempre, debba essere analizzato e valorizzato, oggi in modo particolare, soprattutto nel mondo dell’arte. Spero che le mie sculture possano trasmettere un messaggio positivo e rendere  omaggio alla figura femminile, attorno a cui ruotano diverse mie opere».

Da segnalare che lo scultore ha recentemente realizzato - per Via dei Georgofili a Firenze - l’opera dal titolo Albero della Pace per commemorare le vittime della strage mafiosa del 1993. Alta 4,40 metri, rappresenta un olivo antropomorfo in bronzo con le radici sottostanti ben visibili, simbolo della stretta connessione tra passato e presente, realizzata con la tecnica della fusione a cera persa, fusione dinamica e patina a fuoco.

La realizzazione della scultura è stata promossa dall’Accademia dei Georgofili e dal Comune di Firenze per sostituire l’albero d’olivo precedentemente posto all’angolo tra via Lambertesca e via dei Georgofili collocato (per la prima volta nel 1996) significativamente in questo luogo di memoria storica.

L’opera è stata svelata durante la cerimonia d’inaugurazione alla presenza delle autorità cittadine, fra cui il sindaco del Comune di Firenze Dario Nardella e l’Assessore alla Cultura Tommaso Sacchi. L’Albero della Pace di Andrea Roggi assume un importante valore simbolico, perseguendo quegli ideali di amore e speranza che da sempre caratterizzano la produzione del Maestro cortonese.