(ASI) I più giovani non ricorderanno Ernest Borgnine, anche perché non era un bello alla Clark Gable o alla Alan Delon, ma Ernest con film Marty è uscito alla ribalta con un Oscar per la miglior interpretazione, battendo tra l’altro Frank Sinatra e James Dean. Marty è la storia di un salumaio timido, che vive nel Bronx con la madre e che ha difficoltà nell’approcciarsi con le donne e che desidera costruirsi una famiglia.

Ed Ernest era un uomo sì gentile, ma anche vivace e travolgente e i quattro divorzi e il recente quinto matrimonio dimostrano ciò. Se ne va dunque l’ultimo dei grandi divi, l’attore vivente da Oscar, nato non a caso nel 1917 e spentosi nell’ospedale di Los Angeles a 95 anni. Muore una pagina del cinema americano, ma anche italiano, perché Borgnine era figlio di un piemontese di Ottiglio (Camillo Bornino) e madre carpigiana (Anna Boselli).

Proprio con la città emiliana, vittima del terremoto, ha avuto come suo concittadino un giovanissimo Ernest Borgnine e cui era legato profondamente per l’affetto alla madre. Nel 2002 proprio Carpi gli assegnò il premio speciale “Carpi per la cultura”, allestendogli una mostra che ripercorreva la sua carriera, che oltre a Marty, annovera una celebre parte in Quella sporca dozzina, il naufrago de L’avventura del Poseidon, il tassista incendiario di Jena Plissken in 1997: Fuga da New York, la voce in Small Soldiers e tanti altri film meno conosciuti al grande pubblico.

Un grande attore, un americano, un italiano nel cuore che lascia sì la scena, ma che ci ha regalato pagine di grande cinema.

Daniele Corvi – Agenzia Stampa Italia