MariaRosi(ASI) A seguito della costituzione della Fondazione Umbria Film Commission Agenzia Stampa Italia ha intenzione di intervistare tutti i componenti del CdA al fine di conoscere la loro esperienza e le loro idee.

Prima puntata è dedicata a Maria Rosi, consigliere del CdA nominata da Anci e Regione Umbria. Laureata in scienze politiche con indirizzo politico sociale, imprenditrice turistica, già Consigliere della Regione Umbria, Vice Presidente della II Commissione Attività produttive, Presidente della Commissione monitoraggio e Controllo della Regione. Ha fatto parte del Centro Pari Opportunità come vice presidente ed è molto attiva nel mondo dell’associazionismo.

1. Cosa rappresenta per lei la Fondazione Umbria Film Commission?

La Film Commission è una Fondazione no profit privata pubblica creata dalla Regione con una sua autonomia per la promozione del territorio attraverso l’industria dell’audiovisivo, è uno strumento per la promozione turistica di tutto il territorio umbro, deve essere l’attrattore per la promozione del turismo attraverso l’industria del cinema, cercando di essere attrattiva per le case di produzione per girare film nel territorio umbro. Tutto questo non è solo un’attrattiva turistica, ma è un mettere a sistema tutto ciò ne fa parte e mi spiego meglio, è voler mettere a sistema virtuoso tutto ciò che ruota intorno al cinema dei mestieri e delle professionalità che sono molteplici e con un giro economico e di posti di lavoro che non immaginiamo o quanto meno non gli diamo la giusta quantificazione sia economica e di ricaduta turistica nel territorio.

2. Su che cosa deve puntare inizialmente la Film Commission?

La Fondazione Film Commission per me ha un ruolo di fondamentale importanza per la promozione dei nostri meravigliosi territori, noi siamo un set a cielo aperto, abbiamo un lago meraviglioso delle montagne suggestive, dei borghi dove il tempo si è fermato, le colline dolci accarezzate dal vento dolce della tranquillità, terra di San Francesco d’Assisi, San Benedetto di Norcia, Santa Rita da Cascia e Santa Chiara. L’Umbria nel suo territorio fonde storia cultura tradizioni e del buon mangiare, la terra della tradizione popolare delle nostre nonne di cui gli stranieri si innamorano, siamo la terra del vino del cioccolato, dell’arte delle ceramiche derutesi, del terzo fuoco di Mastro Giorgio e potrei andare avanti ancora la tela umbra dell’alta valle del Tevere per non parlare della storia dell’arte di grandi pittori. L’Umbria è uno scrigno pieno di gemme tutte da scoprire, facciamo parlare l’Umbria di sé.

La Film Commission ha un ruolo oggi in questo tempo di pandemia non solo di promozione territoriale, ma anche sociale di coesione, di carattere formativo, cioè spiegare che il cinema non è solo un mondo patinato ma che dietro c’è tanto lavoro, professionalità e tanti sacrifici, dove tutto è mosso dalla passione nel voler cogliere la vita nelle sua molteplicità; ecco che si inserisce l’aspetto formativo nel voler fondare una scuola del cinema per avvicinare e  preparare i giovani in tutti i mestieri che ruotano intorno all’industria del cinema, questo ritengo che sia una mission della Fondazione e sono grata al Presidente di aver colto nel segno nel voler fondare la scuola.

3. Cosa manca ancora a questa Film Commission rispetto alle altre?

Manca tutto e niente dobbiamo ancora partire e siamo sulla linea di partenza, ma ciò che non deve mancare entusiasmo, ambizione, fantasia e tanta voglia di stupire.

4. Che ci può dire del suo ruolo all’interno del CdA?

Credo che il Cinema possa e debba diventare l’arco di Cupido per far innamorare il mondo intero dell'Umbria nella sua disarmante e poetica bellezza. Vorrei vedere l’Umbria, Perugia e perché no l’aeroporto ed il lago Trasimeno e tutti i suoi 99 comuni: un Red Carpet a cielo aperto. Ambire è lecito e mi impegnerò che ciò avvenga durante il mio mandato essendo la rappresentante dell’Anci e  della Regione quindi l’istituzione nel CdA della Film Commission.

5. Cosa si prospetta per l’Umbria attraverso la Film Commission?

La Film Commission dovrà essere l’ambasciatrice dell’Umbria nel mondo. Dobbiamo lavorare con umiltà serietà promuovendo le nostre eccellenze ma soprattutto dobbiamo essere visionari.


Redazione Agenzia Stampa Italia