(ASI) È Gianni Rezza, Direttore Generale della prevenzione presso il Ministero della Salute a ragguagliarci sulla situazione della scomoda variante del virus chiamata Delta in Italia. Si esprime dicendo : “Adesso che sta circolando il Covid19 mutato, riceviamo molte segnalazioni in moltissime regioni italiane e si sta cercando in questo momento di fare contenimento”.

Le notizie corrono veloci, tanto da far registrare un focolaio propagatosi tra Piacenza e Cremona in ambito lavorativo che ha coinvolto anche le famiglie. Da quanto riportano fonti a noi vicine nessuno era vaccinato e nessun caso è grave. Ma non si può parlare di casi isolati, la Variante Indiana è presente in tutto il territorio italiano.

Resta ad oggi difficile mappare l’andamento del virus. Risulta complicato sequenziare i tamponi. Non tutti i laboratori di ricerca condividono i risultati in tempi rapidi. L’ultimo monitoraggio dell’Istituto Superiore di Sanità risalente a fine maggio, parla di appena l’1% a livello nazionale. È evidente di come i dati stiano cambiando ed un ulteriore monitoraggio verrà affrontato a breve con stime aggiornate. Secondo i datielaborati dal Financial Times il nostro Paese conta il 26% di casi dovuti alla variante Delta, ed è quinta al mondo per la diffusione del ceppo indiano nel periodo compreso tra il primo gennaio e il 16 giugno 2021.

Altre stime vengono rilasciate dalla Banca dati Internazionale Gisaid. Apprendiamo che tutti i Paesi del mondo depositano le sequenze genetiche del virus SARS-CoV-2. La percentuale di diffusione in Italia è al 10,4% per il mese scorso.

Gran Bretagna e Portogallo sono i Paesi ad aver la maggiore concentrazione di Delta, rispettivamente con il 98% e il 96% tra le nazioni che hanno immagazzinato le sequenze. Seguono gli USA con il 31%, l’Italia con il 26% ed il Belgio con il 16%,la Germania 15%, e la Francia con il 6,9%. Con la diffusione del virus, l’epidemia sta rialzando allo stesso modo la testa anche in Israele e Regno Unito, I due Paesi più vaccinati al mondo. I casi aumentano giornalmente e costantemente anche se la curva epidemiologica viene costantemente monitorata.

Il dato che fa preoccupare e che allarma riguarda la percentuale del 70%delle nuove infezioni che riguarda proprio le varianti.

La metà dei nuovi positivi sono bambini e un terzo dei contagiati era vaccinato. Londra rivive gli incubi del passato. Su tutto il suo territorio nazionale i casi salgono intorno alle diecimila unità giornaliere. Secondo l’agenzia britannica Public HealthEnglandi vaccini non riuscirebbero a bloccare del tutto l’ingresso nell’organismo della variante, anche se i casi risultano poco gravi.

Massimiliano Pezzella – Agenzia Stampa Italia