(ASI) ll fiume Po è salito di oltre 2,5 metri nelle ultime 24 ore sotto la spinta dell’ ondata di maltempo che persiste sull’Italia con neve abbondante e violenti nubifragi che hanno provocato allagamenti, crolli di ponti ed esondazioni.

E’ quanto emerge dal monitoraggio del livello idrometrico effettuato dalla Coldiretti a Boretto in provincia di Reggio Emilia, con l’allerta arancione e gialla per piene dei fiumi e criticità idraulica della protezione civile. La situazione del più grande fiume italiano – sottolinea la Coldiretti - è rappresentativa dello stato dei corsi d’acqua nel nord della Penisola, dal Panaro che ha rotto gli argini nella zona tra Gaggio e Nonantola nel Modenese dove sono chiusi i ponti sul Secchia fino al torrente Cellina che è esondato a Barcis in Friuli mentre in Veneto è crollato un piccolo ponte su un torrente a Gosaldo.

Cittadini evacuati, terreni sott’acqua, rami spezzati dal peso della neve ma anche aziende isolate nelle campagne dove sono stati mobilitati i trattori degli agricoltori della Coldiretti come spalaneve per pulire le strade e togliere case ed aziende dall’assedio della neve. I mezzi agricoli sono importanti – sottolinea la Coldiretti – per consentire la circolazione anche nelle aree più interne e difficili. La possibilità di utilizzare anche i trattori messi a disposizione dagli imprenditori delle campagne garantisce – precisa la Coldiretti – la viabilità e scongiura il rischio di isolamento delle abitazioni soprattutto nelle aree più impervie interne e montane, grazie alla maggiore tempestività di intervento. Il forte e repentino abbassamento della colonnina di mercurio con l’arrivo del gelo colpisce verdure e ortaggi.

Le ultime bufere fanno salire il conto degli eventi estremi che hanno colpito l’Italia nel 2020 con una media, fino ad ora, di oltre quattro nubifragi al giorno tra nevicate anomale, grandinate, tornado, tempeste di fulmini e bombe d’acqua che hanno provocato danni nelle città e nelle campagne ma soprattutto decine di vittime, secondo l’analisi della Coldiretti della banca dati dell’European Severe Weather Database (Eswd). Siamo di fronte – conclude la Coldiretti – alle conseguenze dei cambiamenti climatici con una tendenza alla tropicalizzazione ed il moltiplicarsi di eventi estremi con una più elevata frequenza di manifestazioni violente, sfasamenti stagionali, precipitazioni brevi e intense ed il rapido passaggio dal sole al maltempo che nelle campagne ha provocato danni per oltre 14 miliardi di euro in un decennio, tra perdite della produzione agricola nazionale e danni alle strutture e alle infrastrutture nelle campagne con allagamenti, frane e smottamenti.