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BASTA MORTI PER USURA! Stamattina i militanti di Forza Nuova hanno compiuto un blitz davanti alla sede legale di UNICREDIT, uno dei più grandi gruppi bancari europei, in Via del Corso, per protestare contro l’usura bancaria che induce al suicidio per insolvenza. Una decina di aderenti al movimento hanno inscenato un flash mob con cadaveri distesi davanti all’ingresso della banca riportanti cartelli con scritto «Strangolato dal mutuo!», «Assassinato dal piombo dell’usura!», «Mi sono suicidato perché non riuscivo a pagare i debiti con le banche, perdonatemi!».

“Con quest’azione abbiamo voluto portare nuovamente all’attenzione di tutti, soprattutto dei media, il dramma di milioni di italiani afflitti dalla crisi economica, ma soprattutto dal sistema bancario. Un unico enorme sistema di usura legalizzata che colpisce, come sempre, solo i più deboli ed i più bisognosi!” Commenta cosi, Gianguido Saletnich, coordinatore regionale del movimento.

“Solo nel 2010 sono stati oltre venti i suicidi per insolvenza in Italia, imprenditori, commercianti, giovani e meno giovani, con famiglie, single o divorziati, tutti esasperati dai debiti, tutti portati al gesto estremo dai veri usurai.”

“Abbiamo scelto UNICREDIT perché è la banca romana per antonomasia, il maggior creditore del comune di Roma e oggi, grazie all’ingresso in giunta di Lavanda, ne sarà di fatto gestore.”

Conclude poi, Saletnich: “Questa crisi economica mondiale è stata creata dal sistema bancario, che poi di fatto ha goduto anche di miliardi di euro di aiuti di Stato, mentre i cittadini, i debitori, vessati da tassi usurai, non hanno avuto alcun aiuto reale e talvolta hanno deciso per l’atto più estremo e definitivo, il suicidio! Noi ribadiamo la nostra avversione alla finanziarizzazione dell’economia, contro l’arroganza dei banchieri, contro l’usura legalizzata, contro gli accordi Basilea 2 e 3, e ribadiamo anche la nostra proposta per la Proprietà Popolare della Moneta, unica soluzione reale e praticabile per restituire piena sovranità ai popoli e ridistribuire la ricchezza realmente prodotta dal lavoro e non dalle speculazioni.”

Roma, 27/01/2011