DSC 0409(ASI) Milano- Tutto secondo copione. Se lo scorso anno vinceva a sorpresa Hyeon Chung, in questa edizione ha trionfato il campione più atteso. Stefanos Tsitsipas, biondo capellone greco, ha messo le mani sul trofeo delle NextGen Atp Finals. Il ventenne non ha deluso i suoi fan milanesi e li ha ringraziati durante la cerimonia di premiazione per la carica che gli trasmettono con il tifo in ogni partita. «Speriamo il master di Londra dal prossimo anno lo spostino qui a Milano», ha detto Tsitsipas scherzando sulla partecipazione a quello "dei grandi" dalla stagione a venire, «Per me questa città è come una famiglia».


Sono stati necessari quattro set tiratissimi per regolare l'australiano Alex De Minaur, numero 2 del ranking under 21 proprio dopo il greco, con il punteggio finale di 2-4 4-1 4-3 4-3, secondo le particolari modifiche al regolamento che caratterizzano come banco di prova le finals di Rho Fiera. Dopo essere stato contratto il primo set, Tsitsipas ha trovato maggiore continuità nei colpi dal secondo in poi, quando De Minaur iniziava a perdere la costanza nel servizio. Qualche scambio che ha entusiasmato il pubblico, qualche leziosismo, qualche peccato di gioventù, ma per il resto il gioco veloce con i set a 4 game ha obbligato il pubblico a seguire ogni singolo punto. L'australiano ha salvato due match point, ma alla terza occasione ha ceduto all'avversario.
Per Tsitsipas un successo che dà entusiasmo in vista della prossima stagione, dove spera di migliorare la propria classifica. Al momento, il numero 15 del ranking mondiale ha trionfato nel torneo di Stoccolma ed è arrivato in finale in Canada e a Barcellona. Da ora sarà importante trovare continuità anche nel confronto con i grandi, magari affermandosi come pretendente al trono di numero 1, che al momento non ha raggiunto neanche Alexander Zverev. Questo nonostante lo scorso anno il tedesco abbia raccolto i punti Atp sufficienti per saltare entrambe le edizioni delle Next Gen Finals e per partecipare direttamente a quelle ufficiali di Londra.
Nella finale per il terzo posto il russo Andrey Rublev ha affrontato e battuto lo spagnolo Jaume Munar, in una lunga partita che si è decisa solo al quinto set con il punteggio di 1-4 4-3 2-4 4-2 4-3. Rublev ha sbagliato molto, ma anche portato a segno diversi vincenti, secondo il suo gioco di rischiare ogni colpo. Munar ha perso solo alla fine, quando non è riuscito a recuperare i lungolinea che fino a quel momento aveva salvato, anche grazie al modello strategico del suo mentore Rafael Nadal. Lo spagnolo è infatti cresciuto nell'accademia del campione maiorchino dove, seguito anche dallo zio Toni Nadal, ha sviluppato un modo di giocare molto simile a quello con cui il fenomeno ha vinto tanti tornei. Giocare da fondo, lottare per ogni palla, prediligere gli scambi lunghi, alla fine è stato il regolamento, con il punto secco ai vantaggi, a favore i colpi rischiosi di Rublev rispetto al piano tattico e paziente di Munar.
In cinque giorni di tennis il buono stato di salute del circuito maschile giovanile è stato confermato. Basti pensare che dalla scorsa edizione, tre degli otto partecipanti si sono oggi affermati fra i primi 30 al mondo, Borna Coric e Daniil Medvedev addirittura fra i 20. Inoltre a Bercy solo una settimana prima il giovane Karen Khachanov aveva schiantato in finale il numero 1 Novak Djokovic. Il vento del cambiamento generazionale da Milano potrebbe finalmente toccare altre piazze tennistiche internazionali.
Lorenzo Nicolao - Agenzia Stampa Italia

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