AUSTRALIA – USA 67-5
(ASI) A scendere in campo oggi i deludenti  Wallabies contro i campioni olimpici in carica,  gli Stati Uniti. Curiosità gli Stati Uniti sono infatti i campioni olimpici in carica, il titolo risale agli anni 20 del secolo scorso quando gli Stati Uniti erano una Big di questo sport, titolo ottenuto nell’ultima olimpiade in cui si è giocato un torneo di rugby a 15.

Australia e USA che entrano in campo con molte seconde linee per dare respiro agli atleti in vista degli impegni futuri. Obbiettivi differenti, l’Australia punta alla vittoria iridata, mentre gli USA puntano tutto sul terzo posto per la qualificazione automatica al prossimo mondiale, di conseguenza l’obbiettivo è la vittoria contro l’Italia. Esordio oggi da capitano nelle file australiane per Genia, tredicesimo capitano Wallabies  ai mondiali e prima linea di “scorta” nel pacchetto australiano.  Partono bene gli USA, subito mostrano durezza in campo, aggrediscono bene in difesa gli australiani e dimostrano di saper giocare a rugby, attaccano bene gli spazzi vicino ai raggruppamenti e mettono spesso in difficoltà la difesa degli Wallabies. Ma l’Australia mostra presto il suo reale valore soprattutto nell’uno contro uno,  in mischia e nelle touche. Migliora molto anche in difesa l’Australia, lo dimostra un attacco USA durato dieci minuti e diciannove fasi consecutive senza concedere un centimetro ai furiosi attacchi americani. Per gli americani si fanno notare molto la seconda linea LaValla che il prossimo anno giocherà a Parigi nello Stade France,  e Gagiano autore dell’unica meta a stelle e strisce. Un po’ imprecisi gli australiani commettono qualche errore di troppo alla mano ma giocano sempre nella meta campo USA. Al trentesimo minuto l’Australia realizza la terza meta della giornata, una delle mete più belle di questo mondiale, Elsom fresco dell’errore che ha permesso di segnare la meta americana, recupera un pallone americano, taglia il campo in larghezza aggirando la difesa americana e rompendo due placcaggi, poi apre per l’onnipresente Ashley-Cooper che a sua volta ribalta un difensore americano ed inizia il coast-to-coast, apre poi per Beale che salta ala ed estremo americani per schiacciare in meta tra i pali. Al trentaquattresimo minuto l’Australia chiude la pratica realizzando con Anthony Faingaa la quarta meta quella del bonus chiudendo così il primo tempo. Inizia bene il secondo tempo dell’ Australia con molto possesso palla di qualità, di conseguenza gli Wallabies iniziano ad acquisire sicurezza ricominciando il gioco champagne che li caratterizza e dilagano andando in meta per altre sette volte nel secondo tempo, senza concedere niente agli statunitensi. Tra gli australiani si è mostrato molto in forma Ashley-Cooper autore di tre mete, ma soprattutto onnipresente nelle azioni australiane e ottimo difensore. Molti spunti per Mallet da questa partita, il principale è che la paura degli Stati Uniti e del loro gioco sbandierato da stampa giocatori e lui stesso in questi giorni è ridicola, gli Stati Uniti sono sembrati poca cosa, a meno che l’ambiente allenatore in primis non reputi i nostri azzurri inferiori agli States.

                  Venerdì 23 settembre, Wellington Stadium, Wellington

Australia: 15 Kurtley Beale(39min. Barnes), 14 Adam Ashley Cooper, 13 Anthony Faingaa, 12 Robert Horne(46 min.        McCabe), 11 Drew Mitchell, 10 Quade Cooper 9 Will Genia (c)(50min. Burgess), 8 Wycliff Palu(53min. Vickerman), 7 Ben McCalman 6 Rocky Elsom(46min. Samo), 5 Nathan Sharpe, 4 Rob Simmons, 3 Ben Alexander(40min. Kepu), 2 Tatafu Polota Nau(65min. Moore), 1 James Slipper.

In panchina: 16 Stephen Moore, 17 Sekope Kepu, 18 Dan Vickerman, 19 Radike Samo, 20 Luke Burgess, 21 Berrick Barnes, 22 Pat McCabe

USA: 15 Blaine Scully, 14 Colin Hawley, 13 Tai Enosa(72min. Wyles), 12 Junior Sifa, 11 Kevin Swiryn, 10 Nese Malifa, 9 Tim Usasz (c) (68min. Petri), 8 JJ Gagiano, 7 Pat Danahy(74min. Johnson), 6 Inaki Basauri, 5 Hayden Smith (60min. Stanfill), 4 Scott LaValla, 3 Eric Fry, 2 Phil Thiel (71min. McClenahan), 1 Shawn Pittman.

In panchina: 16 Brian McClenahan, 17 Matekitonga Moeakiola, 18 Louis Stanfill, 19 Nic Johnson, 20 Mike Petri, 21 Roland Suniula, 22 Chris Wyles.

Arbitri: Nigel Owens (Galles); Wayne Barnes (Inghilterra), Vinny Munro (Nuova Zelanda); Tim Hayes (Galles)

 Tabellino: 9min. META Horne(AU), 10min. META Elsom(AU), 22min. META Gagiano(USA), 3omin. META Beale(AU)Tr. Cooper(AU), 34min. META Faingaa(AU), 43min. META Mitchell(AU)Tr. Cooper(AU), 47min. META McCabe(AU), 58min. META Ashley-Cooper(AU) Tr. Barnes(AU), 63min. META Ashley-Cooper(AU) Tr. Barnes(AU), 65min. META Ashley-Cooper(AU) Tr. Barnes(AU), 70min. META Faingaa(AU), 78min. META Samo(AU)         Tr. Barnes(AU).

Note: 40 min. Scully (USA) cambio numero da 15 a 23. 74 min. Sin Bin Scully(USA).