(ASI) Al Lido di Gavirate sulle rive del Lago di Varese, nel cuore europeo dello sport australiano ancora gonfio di gioia per l’impresa di Cadel Evans al Tour, continua di gran carriera il lavoro per presentare al via della prossima stagione una nuova squadra di ciclismo.

Sull’ammiraglia dell’ambizioso progetto denominato Green EDGE siede quel Shane Bannan che ha guidato il ciclismo australiano negli ultimi 25 anni collezionando tra l’altro ben 6 partecipazioni olimpiche. Dal gennaio scorso Bannan ha lasciato il suo incarico di Responsabile del Settore al Ministero dello Sport del suo Paese, mantenendo quello di Consulente Tecnico per lanciarsi nella nuova avventura sostenuta a suon di milioni di dollari dal magnate Gerry Ryan.

“Il Progetto “Green EDGE” è nato circa un anno fa. L’obiettivo è quello di partecipare al circuito Pro Tour allestendo una formazione in grado di rientrare in tempi brevi entro le prime 15 formazioni del mondo. Ecco perché nell’immediato la nostra formazione non sarà composta esclusivamente da atleti miei connazionali.”

Obiettivi di tale portata comportano un’organizzazione imponente.

“Per quanto riguarda le struttura potremo contare sul Centro Europeo del nostro Ministero, l’autentico gioiello inaugurato solo pochi mesi fa qui a Gavirate, oltre al Centro Mapei di Castellanza.”

Il lavoro intenso di questi mesi non le ha impedito di seguire passa-passo il trionfo di Cadel Evans.

“Ci mancherebbe! Cadel ha compiuto una grande impresa che ha riempito di gioia tutti noi.”

Sorpreso?

“Assolutamente no! Per chi come il sottoscritto lo conosce molto bene il mondiale e il Tour sono due obiettivi che aveva nelle gambe. E’ un grande atleta e un ottimo ragazzo. Con un pizzico di fortuna in più potrebbe avere un palmares ancora più ricco. Per tutto il nostro movimento è un grande esempio di serietà e determinazione che con la vittoria nella Grand Boucle darà ulteriore impulso ai nostri giovani e giovanissimi che popolano le nostre sette Accademie distribuite in sette diversi Stati”.

Ma perché è sbocciato questo grande amore tra voi australiani e i varesini?

“Meglio chiederlo a Cadel Evans e il tre volte campione del mondo a cronometro Michael Rogers entrambi sposati con varesine… La posizione strategica, al confine con la Francia e la Svizzera. Non lontano dalla Spagna. A un passo dall’aeroporto di Malpensa. Ma soprattutto, e tutti gli australiani “varesini d’adozione” sanno cosa voglio dire, l’ospitalità e l’amicizia di quel grande uomo che risponde al nome di Pietro Scampini, maestro scultore appassionato di ciclismo.”

Oltre alla compagine Pro Tour che comprenderà 25 corridori, lo staff del Progetto “Green EDGE” sta completando anche una squadra Elite ed una Femminile. Per il Direttore Finanziario Alvaro Crespi, vecchia conoscenza del ciclismo di casa nostra protagonista dell’epopea Mapei, è un bel mal di testa.

“In effetti il lavoro non manca – interviene Crespi – sotto ceri aspetti mi sembra di rivivere i miei primi passi in Mapei. Oggi come allora stiamo affrontando questa nuova avventura con metodi innovativi rispetto alle abitudini delle altre squadre. Una diversa concezione nell’allestire lo staff e l’organico. Con il vantaggio di vent’anni di esperienza in più.”

Ipotizzando una percentuale di corridori australiani intorno al 60% presenti in squadra, mentre la “Femminile” sarà di fatto la nazionale, guardando nel mondo avete nel mirino anche italiani?

“Per ora, oltre al sottoscritto, solo tecnici e massaggiatori. Ma per l’ufficialità delle scelte è ancora presto.”

Evans è solo un sogno?

“Cadel è legato al suo Team attuale anche per la prossima stagione. E per ovvi motivi trattare un corridore salito sul gradino più alto del podio al Tour non è propriamente conveniente. Diciamo che un suo ritorno a casa non in tempi brevi può non essere considerato un sogno.”

Un ritorno tra i suoi connazionali e con chi a suo tempo lo portò in MAPEI…

“Uno dei miei tanti ricordi. Notai Cadel da subito, nel 2001. Al mondiale di Lisbona io ed il Commendator Squinzi lo invitammo sul Motorhome della MAPEI per un caffè. Lui accettò di buon grado. Sapevo che il rinnovo del suo contatto con la SAECO era ancora lontano dall’essere definito e firmato. Non faticammo un granchè per farlo diventare dei nostri. Arrivava dalla mountan bike dov’era un numero uno. Nel gruppo su strada era un diamante grezzo ma intravedere le sue grandi potenzialità per me e il grande Aldo Sassi non fu difficile.”




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