SupercoppaJuveLazio(ASI) ROMA - Finalmente la Lazio ce l'ha fatta. Dopo dieci sconfitte consecutive e un solo gol fatto la squadra di Simone Inzaghi è finalmente riuscita a capitalizzare il bel lavoro di queste ultime stagioni mettendo in bacheca la quarta Supercoppa di Lega, ben otto anni dopo la sua ultima affermazione. Una partita dal finale romanzesco: i biancocelesti hanno condotto almeno l'85% della gara, distraendosi nei minuti finali e consentendo alla Juventus di recuperare. La forza di volontà e la determinazione nel volere a tutti i costi questo tipo di risultato ha premiato i capitolini, che hanno vinto più che meritatamente per quello che si è visto nei 90'. Per i bianconeri, che obiettivamente hanno fatto troppo poco per vincere, un'altra delusione e la consapevolezza che la rosa deve assolutamente essere rafforzata in alcuni reparti, onde evitare di incorrere in qualche difficolta di troppo

Le sorprese all'annuncio delle formazioni portano la firma di Massimiliano Allegri: a destra, nella difesa a quattro, non ci sono né De Sciglio né Lichsteiner, ma Barzagli. Cuadrado, sulla trequarti, la spunta su Douglas Costa. Scelte che non si riveleranno felici, almeno in partenza. Sull'altro fronte Inzaghi tiene fede alle indiscrezioni della vigilia, con Basta che vince il ballottaggio con Marusic sull'out di destra e affidandosi alla coppia centrale Leiva, Luis Alberto. Davanti Milinkovic ed Immmobile, costanti spine nel fianco della difesa bianconera.

In effetti quello che la Juve ha abituato a farci vedere lo scorso anno è riuscito a farlo soltanto per 5', costruendo ben tre palle gol consecutive, ma il portiere della Lazio e della nazionale albanese è bravo a dire di no a Cuadrado (botta ravvicinata su cross basso di Alex Sandro), Dybala (sugli sviluppi del successivo corner), ed Higuain (tiro sporco su sponda di Mandzuckic). Poi più nulla. La Lazio cresce come aggressività e convinzione e mette alla frusta i detentori del double, finchè alla mezzora una verticalizzazione di Milinkovic Savic mette Immobile solo davanti a Buffon che non può esimersi dall'atterrarlo. Rigore sacrosanto ed ammonizione per il portiere, che intuisce la battuta del centravanti ma senza successo. La Juve è in bambola, sulla destra gli esterni sfondano spesso e volentieri e così, al 33', Basta si presenta solo davanti a Buffon che gli ribatte il tiro, la palla giunge al limite a Lucas Leiva che chiama ancora ad una difficile risposta il capitano bianconero.

Nella ripresa le cose non sembrano cambiare, tutt'altro. Dopo 8' Immobile, su cross proveniente da destra, sovrasta la difesa bianconera e mette in rete di testa. Subito dopo Allegri getta nella mischia De Sciglio e Douglas Costa per Benatia e Cuadrado, entrambi molto evanescenti, ma nulla sembra cambiare. La Lazio sembra controllare agevolmente, ma al 39' ecco il singolo episodio che riapre la gara: punizione magistrale di Dybala e partita riaperta. La Juve ci crede e al 91' Marusic commette un ingenuo fallo in area su Alex Sandro ed è calcio di rigore. Ancora il neo numero 10 bianconeri trova un insperato pareggio. La formazione torinese però non ha fatto i conti con l'astuzia di Inzaghi, che all'80' aveva pescato il jolly: dentro il giovane Murgia e fuori Lucas Leiva. Mai mossa si rivelerà più azzeccata. Minuto 93': Lukaku, un altro neo entrato, se ne va sulla destra bruciando in velocità De Sciglio e mette al centro un pallone che lo stesso Murgia non può proprio sbagliare. È il gol vittoria, con l'Olimpico in tripudio. Il successivo forcing finale juventino non porta alcun esito. Finisce così 3-2, con gli uomini di Allegri che non riescono a risollevarsi dopo Cardiff, subendo una sconfitta molto dolorosa ma, come detto, assolutamente meritata.

Enrico Fanelli - Agenzia Stampa Italia

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