TifosiGrifo copy copy copy copy copy copy copy copy(ASI) Con una rete nella ripresa del solito Cerri, rientrato in campo dopo gli impegni con la Nazionale under 21, il Perugia liquida la pratica Cremonese, raggiungendo 50 punti e portandosi al quarto posto in classifica, in coabitazione con Parma, Bari e Cittadella. La serie di vittorie consecutive fra le mura amiche arriva così a quota cinque, assommandosi ai successi conquistati contro Palermo, Brescia, Foggia e Spezia, per un totale di ben 9 reti fatte e – aspetto più importante – 0 reti subite.

MEDIA SPAVENTOSA In questo girone di ritorno, il Perugia continua così a confermarsi un’autentica macchina da guerra. Con la vittoria di misura, ma meritatissima, ottenuta venerdì sera ai danni di una deludente Cremonese, i grifoni portano a quota 26 il bottino di punti conquistato nelle undici partite fin qui disputate dopo il giro di boa di gennaio, per una media di circa 2,36 punti a partita. Un dato impressionante, se confrontato con quelli registrati nello stesso periodo dalla capolista Empoli (2,63) e soprattutto da Frosinone (1,75), secondo in classifica ma con una partita in più rispetto alle dirette concorrenti, e Palermo (1,63), terzo ad un punto di distanza dai ciociari in attesa del recupero di Pasquetta sul difficile campo del Parma.

LA CURA BREDA La teoria degli equilibri di Roberto Breda – assecondata oculatamente dalla società nel mercato di riparazione di gennaio con gli innesti di Leali in porta e Dellafiore, Magnani, Germoni e Gonzalez in difesa – dimostra tutta la sua validità pratica a partire dal reparto più in crisi durante quasi l’intero girone di andata. Tra ottobre e dicembre, tante, troppe erano state le marcature subite, per gravi errori sia individuali che collettivi. L’allenatore veneto, chiamato dalla società proprio tre giorni prima della gara di andata a Cremona, ha saputo intervenire laddove era oramai urgente, con una cura forse un po’ lenta e diluita nel tempo ma sicuramente efficace, riportando pian piano fiducia e serenità all’interno di uno spogliatoio dilaniato dalla crisi nerissima seguita all’exploit iniziale con Federico Giunti in panchina. L’estrema razionalità, la massima lucidità e la disarmante umiltà con cui il tecnico biancorosso ha preso in mano le redini del gruppo hanno probabilmente rappresentato la medicina più adatta in una piazza che, pur passionale e viscerale nel suo attaccamento ai colori, in oltre centododici anni di storia non ha mai perdonato supponenza, eccessi di protagonismo o atteggiamenti troppo sopra le righe da parte dei giocatori scesi in campo.

SBANCARE VERCELLI Il giorno dopo, cioè martedì 3 aprile, la compagine biancorossa andrà invece a Vercelli per disputare la gara rinviata per neve all’inizio di marzo. Un impegno abbordabile e, almeno sulla carta, piuttosto facile ma proprio per questo denso di insidie. Quando è il Perugia a dover fare la partita, infatti, la situazione per gli uomini di Breda non è mai scontata e lineare, come dimostrato anche nella gara di domenica scorsa a Cesena, dove la grande mole di gioco espressa per buona parte del primo tempo non è bastata ad andare in vantaggio e gestire la ripresa con l’obiettivo di mettere in cassaforte il risultato in contropiede. Il Cesena, dopo un forcing ad inizio ripresa, si è addirittura in portato in vantaggio, costringendo Buonaiuto agli straordinari con la gran staffilata dal limite dell’area che ha pareggiato i conti. Quella contro la Pro Vercelli è un’altra partita-verità per capire se questa squadra, raggiunta virtualmente la quota salvezza, sarà in grado di puntare addirittura al secondo posto (con la vittoria del Perugia, il Frosinone sarebbe a -5 con ancora nove partite da disputare), di agguantare il terzo o il quarto posto in solitaria, vantaggioso in chiave-spareggi, oppure dovrà semplicemente cercare di entrare nel perimetro play-off senza troppe pretese.

TORZONI A CHI? L’ultima annotazione va dedicata alla pubblicità ideata dalla Minimetrò Spa, che negli ultimi giorni ha diviso la città creando molte polemiche tra chi si è sentito offeso dall’espressione dialettale “torzoni”, rivolta goliardicamente a coloro che non utilizzano il mezzo pubblico automatizzato. Ieri sera, come preventivamente comunicato dalla stessa società, l’impianto ha chiuso i battenti alle ore 21.05, cioè al quinto minuto del primo tempo di Perugia-Cremonese, diversamente da quanto abitualmente avviene in occasione delle partite serali dei grifoni, quando il sistema viene lasciato in funzione sino alle 23.15. Torzoni e non torzoni sono così rimasti a piedi.

Andrea Fais- Agenzia Stampa Italia

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