(ASI) La Restaurazione è iniziata. Questa Juve fa sul serio e si allontanano le nubi dei pareggi stretti contro Bologna e Catania.

Lo spirito Juve c’è e il gioco ne ha risentito molto: la Juve è salita in cattedra e ha tenuto una lezione magistrale di 90 minuti. Attenta in difesa, con solo qualche indecisione di Bonucci, che ha spostato un super Chiellini sulla sinistra, un centrocampo fitto con la triade Pirlo, Marchisio, Vidal e il solo Vucinic come punta. Il Milan si è appoggiato ai rientranti Ibraimoviche e Boateng. Il primo marcato strettamente da tre o quattro uomini, il secondo nervoso, tra l’altro espulso a fine gara e comunque capace di fare l’unico sussulto da un’invenzione dell’invisibile Cassano, ma che ha trovato Buffon pronto.

A parte questo è stato soltanto Juve. Lichsteiner e Chiellini hanno sempre spinto, Vidal aggressivo, un po’ lezioso ma pressante e Vucinic incredibile capace di servire palloni deliziosi e di prendere un’incredibile traversa, grazie alla mano di Abbiati. Fino al 42’ il portierone, ex Juve nell’anno dello scudetto fantasma, ha fatto miracoli in special modo a inizio secondo tempo dove con u riflesso ha impedito a Bonucci di siglare il vantaggio. Sembrava una partita stregata, dove pur avendo il pieno possesso del gioco e messo il Milan alle strette, il goal risultava assente o per mancanza di precisione o per sfortuna o per i provvidenziali interventi di Thiago Silva e Nesta. Poi qualcosa è cambiato, Allegri ha sbagliato il cambio Cassano per l’indecente Emanuelson e poi dopo l’irreparabile perdita del gladiatore Nesta, ha messo Antonini e non Yepes, spostando Bonera al centro. Conte prova a mettere il turbo e il furetto Giaccherini ha sostiuito il poco convincente Krasic. La musica è aumentata, il Milan incantato e dopo un’esecuzione corale, ma senza solisti, il maestro Marchisio ha fatto una percussione, appoggiata da Vidal, e filtrata da Vucinic che ha superato il poco attento Bonera e Marchisio, infilatosi, ha messo a segno una palla al rallenty per il boato dello Juventus stadium. Conte in delirio, ma subito all’opera per evitare beffe, che si sono subito scongiurate dopo l’espulsione di Boateng, causata da una mano su Chiellini. Matri per Vucinic, sembrava tutto fatto, ma poi il futuro capitano Marchisio ha provato un tiro da trequarti che ha letteralmente beffato un fino allora ottimo Abbiati. Milan ko, Juve in trionfo a godersi la vetta bianconera con l’Udinese e il tutto addolcito da il divario, ancora poco rilevante, che si è creato con le milanesi. Bisogna tenere in mente il detto ride bene chi ride ultimo, ma c’è qualcosa di veramente diverso in questa Juve, che per l’occasione neanche è ricorsa a Del Piero, Quaglarella e praticamente neanche Matri ha avuto largo impiego. L’euforia impazza e le bandiere bianconere sventolano per gridare l’alba di un nuovo vecchio regno: i nobili tornano al potere!