(ASI) Ci eravamo lasciati con l’Inter gaudente per il successo discutibile contro il Cagliari e la Roma distrutta dopo il rocambolesco 4 a 3 di Genova. Dopo tre giorni gli umori sono letteralmente cambiati. L’Inter campione d’Europa e del mondo incontra dopo la magica finale nerazzurra i tedeschi del Bayern, ma questa volta la storia è un’altra. L’Inter soffre sugli spazi e non sa gestire le ripartenze di Robben e Ribery. Dopo un faticoso zero a zero, da un’iniziativa di Robben, esce una palla che Julio Cesar non trattiene e lì come un falco si apposta l’allora evanescente Gomez che colpisce e affonda il biscione. E’ una sconfitta che pesa e ora si profila per gli uomini di Leonardo una spedizione davvero ardua nella tana tedesca. L’Inter non è davvero quella dell’anno scorso non brilla e non convince e ogni volta che qualcosa stona torna lo spettro di san Mourinho, ma neanche le migliori storie d’amore durano per sempre.

 

A Roma, finalmente va via il contestatissimo Ranieri “per dare una scossa alla squadra”. Come traghettatore, seppur non si definisce tale, i senatori capeggiati da capitan Totti propongono Vincenzo Montella. L’esordio, a parte qualche svarione in difesa, è buono e nel recupero di campionato con il Bologna a partire dal ’17, con un colpo di De Rossi, i lupacchiotti tornano ad assaporare il sapore della vittoria dopo ben quattro sconfitte consecutive. Sarà l’ora della riscossa?

Sempre tra le grandi deluse, Agnelli è furioso e serpeggia un bella ipotesi per i tifosi nostalgici. Moggi al posto di Marotta, Capello invece di Del Neri, con possibile periodo di transizione quest’anno con Pierluigi Casiraghi. Tutto dipenderà dagli esiti di Calciopoli e dalla radiazione o meno di Big Luciano. Così si potrebbe davvero ragionare e questi eroi bianconeri potrebbero gridare, come nel programma Portobello disse il buon e giusto Enzo Tortora, dopo la vergognosa odissea giudiziaria che lo portò dalla Tv al carcere: “Dove ci eravamo lasciati?”. Sembra un paragone azzardato e inopportuno e nulla merita il confronto con la tristissima e dolorosa vicenda del grande Enzo, ma serve per far capire quanto sportivamente pesa Calciopoli. Se la Juve fosse innocente e si dimostrasse che questa cupola non c’era non sarebbe un bel danno? Staremo a vedere. Però nel passato c’è la chiave del futuro.