(ASI) Perugia- Dopo la partita con L’Aquila e prima della trasferta di Fano, la redazione di Agenzia Stampa Italia e Tifogrifo ha incontrato e intervistato Alessandro Borgese.

Appena terminato l’allenamento, come è stato questa seduta, meno pesante del solito?

Sì, solitamente dopo la partita chi ha giocato esegue un allenamento defaticante, chi invece non ha giocato fa un po’ di lavoro col “Prof” e poi una partitella finale.

Ieri il Perugia ha giocato contro L’Aquila, una bella vittoria per 2 a 1. Come hai visto questa partita?

Una partita bella e abbiamo meritato il risultato, ma potevamo chiudere un po’ prima. Loro non sono stati molto pericolosi ma nel calcio non si sa mai; se riesci a chiudere prima il risultato poi puoi giocare con maggior tranquillità, senza rischiare di prendere un gol allo scadere. Credo comunque sia stata una buona prova.

Tre partite ancora da disputare: la prima, mercoledì nel recupero contro il Fano, poi, sarete impegnati nello scontro diretto con la Vigor Lamezia, infine, l'ultima ospiterete l’ Isola Liri . Come si sta preparando lo spogliatoio a queste importanti sfide?

Guardiamo partita per partita. Mercoledì a Fano non sarà semplice, loro sono in un buon periodo dopo il cambio dell’allenatore: su quindici punti disponibili che hanno conquistati dieci, questo è sintomo del bel periodo che stanno attraversando. Dopo Fano penseremo alla partita più difficile di questa chiusura di campionato contro la Vigor Lamezia.

Ottantuno punti già conquistati ma ancora non sono sufficienti per laurearvi campioni. Tu hai una certa esperienza nei campionati di C1, ricordi stagioni così combattute?

Così difficili non me ne ricordo. Se andiamo a vedere anche l’altro girone di Seconda Divisione le prime hanno circa sessanta punti. Nel nostro girone le squadre che tra le prime in classifica sono ottime formazioni, vuol dire che ce la giocheremo fino alla fine.

Il tuo ruolo è quello di centrocampista, ha sempre giocato in mezzo al campo, “a recuperar palloni” come canta Ligabue?

Quando ero più piccolo nei settori giovanili, quando la tua posizione non è ancora definita, forse ho fatto l’attaccante qualche volta, ma ho subito capito che non era per me quindi mi sono spostato più indietro.

La tua carriera professionistica è iniziata a Vicenza, poi la tua marcia di avvicinamento a Perugia. Prima Ancona, Sassuolo, Monza, due anni a Foligno e poi il Grifo dalla scorsa stagione. Cosa ti piace dell’Umbria e di Perugia?

Mi sono trovato bene fin da subito, l’ambiente tutto mi ha accolto nel migliore del modi. A Perugia si vive bene perché non è una città tanto grande ne troppo caotica.

Il tuo contratto ti lega a Perugia anche per il prossimo anno, se tutto va bene potresti accompagnare il grifo in serie ancora superiori? Ti piace l’idea?

A tutti farebbe piacere restare al Perugia consapevoli che la società che in mente un progetto importante. Ora, tutti insieme, dobbiamo concentrarci sulla vittoria di questo campionato che è il primo passo per poi pensare alla prossima stagione.

Qual è il sogno sportivo più grande di Alessandro Borgese sin da quando era bambino?

Da bambino sogni sempre di giocare ai massimi livelli, poi crescendo devi fare i conti con quello che sei riuscito a costruire, ma sono comunque contento del percorso che ho fatto.

L’ambiente biancorosso ha imparato ad apprezzare la tua compostezza e serietà in campo. Sei così anche nel privato?

Assolutamente, sono un ragazzo tranquillo. Prima di fare qualcosa ci rifletto su e credo questo si rifletta anche in campo.

Qual è la tua squadra del cuore e il tuo giocatore preferito?

La mia squadra del cuore è il Milan, e Pirlo il mio calciatore preferito, che ora purtroppo è alla Juve.

Come vedi questo scontro al vertice il Serie A, anche alla luce del risultato di ieri sera [la Juventus ha battuto al Roma per 4-0, n.d.r.]?

Lo scudetto secondo me ormai lo vince la Juve. Il Milan ha lasciato andar un giocatore come Pirlo che è fondamentale per l’economia del gioco, è il più forte di tutti.

Cosa fai per concentrarti prima di una partita?

Ascolto un po’ di musica, altre cose non le faccio. Un po’ di musica nel tragitto per arrivare al campo e niente di più.

Tra pochi giorni sarà il tuo compleanno, il campionato finirà appena tre giorni prima. Inutile chiederti quale regalo vorresti??

Eh…Spero comunque che il campionato si vinca prima. Dover stare con l’incertezza dopo quaranta partite è dura. Mi auguro che si vinca il prima possibile e oltre alla promozione vorrei arrivassimo primi in classifica.

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Anima e mente del centrocampo biancorosso, questo il ruolo di Alessandro Borgese. Nella sua testa geometrie e schemi, passione nel cuore e qualità nei piedi. C’è tutto questo nel centrocampista del Grifo che in due stagioni si è ritagliato uno spazio speciale nei ricordi dei tifosi. Un ragazzo alla mano, serio e preciso come lo è in campo. Forza Alessandro, tre partite per un nuovo importante traguardo….alla torta con le candeline ci pensiamo noi.

Chiara Scardazza - Agenzia Stampa Italia