Battuto il Portogallo ai rigori, decisivo l’errore di Bruno Alves.

(ASI) Fabregas, come nel 2008 contro l’Italia, segna il rigore decisivo sbattendo sul palo, di fronte a un rammaricato Ronaldo che ha una maledizione sui rigori. La Spagna va in finale, ma senza entusiasmare e che ha dato prova della sua qualità solo nei tempo supplementari con le incursioni di Jesus Navas, quando il Portogallo è calato.

Nel primo tempo la gara è stata dai ritmi molti lenti; nessuna delle due squadre si è mai resa realmente pericolosa. Meglio il Portogallo che limita il classico possesso palla spagnolo chiudendo tutti gli spazi senza particolare problemi. Spagna quasi irriconoscibile, che ha sprecato una sola occasione da gol importante con Álvaro Arbeloa.

Nel secondo tempo sempre sull’equilibrio, ma da registrare che nei venti minuti finali il Portogallo sale in cattedra e da tre calci piazzati Ronaldo prova a impensieri l’amico Casillas, ma il portoghese è sempre impreciso e così non capitalizza una bella occasione portata avanti in 4 contro 3. Il Portogallo tuttavia non centra mai Casillas e sembra quasi a rassegnarsi all’idea di non potere battere i cugini spagnoli.

Nei supplementari la Spagna, come detto, cerca il colpo del Ko, non fidandosi dei rigori; Rui Patricio fa un miracolo su Iniesta e fa buona guardia alle incursioni di Jesus Navas, Pedro poi ci prova, ma Pepe è sempre attento.

E così si va ai rigori e il primo a tirare è xavi Alonso, che si fa ipnotizzare tra lo stupore tra Rui Patricio, ma la tensione di battere la Spagna fa brutti scherzi e Moutinho trova Casillas. Poi iniesta e Pepe in una doppia sfida Barca-Real battono due bei rigori, Pepe mettendolo sull’angolino; così pure Pique e Nani, che fa una finta e beffa Casillas. Ramos imita Pirlo e fa il chiucchiaio, Bruno Alves sente la pressione e come Young prende la traversa. Fabregas tira, pregando e segna per la gioia della Spagna e sogna di fare il record dei record, tre vittorie di fila Europeo, Mondiale ed Europeo ? Ma tra il dire e il fare ci sono di mezzo l’imperiosa Germania o la bizzarra e imprevedibile Italia. Noi incrociamo le dita.

Daniele Corvi –Agenzia Stampa Italia

 

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