(ASI) È sabato mattina e con mio figlio Giulio mi accingo a prelevare l’accredito presso l’ufficio stampa di UJ, ormai da tanti anni collocato all’interno dello storico albergo Brufani.

La mattina è ancora fresca e fuori già si avverte un Corso Vannucci in fermento per la manifestazione da poco iniziata.

Pochi gli artisti da strada che alle dieci di sabato si erano posizionati ed avevano iniziato a suonare, ma sufficienti per fare da colonna sonora ad una delle manifestazioni più belle e vive d’Italia, Umbria Jazz. Col pass in mano e davanti il figlio di tre anni che tiene le manine in tasca e il programma di UJ sotto il braccino come fosse un adulto ma in miniatura, vedo con la coda dell’occhio una serie di pianoforti a coda posti in serie, in esposizione; ovviamente vado a curiosare con l’intento di poter suonare due note, che di mattina d’estate sono quasi meglio di una bella donna. Entro e mi accorgo che è una mostra ufficiale di tutti dei modella della Fazioli. Mi accoglie subito una bella e giovane hostess che mi invita a visitare, prova a trovare qualche gadget per mio figlio ma niente, cose troppo da adulti per lui che è ancora troppo piccolo. Eccezionale, si possono suonare. Compare immediatamente alla vista un pezzo unico della casa, il modello M. Liminal, e ciò è già una emozione oltre che una occasione; con un costo di oltre 350.000euro, costituisce una sfida di ingegneria, design e arte che resterà nella storia. È incredibile, in pochi secondi con soggezione ed imbarazzo lo posso suonare. Lo strumento è enorme, con forme futuribili e classiche, che richiamano suggestioni futuriste e futuristiche, che senza alcuna spiegazione è da subito assimilabile ad una nave, o meglio ad una imbarcazione sportiva delle più estreme ed avanguardistiche. Il suono è molto bello, la tastiera oltre la perfezione stessa; è semplice, non pesante, e reca quel piacere tattile estremo di cui tanto ho scritto proprio in questi anni di recensioni UJ in Agenziastampaitalia. Subito dopo questa sensazione qualche nota classica, purtroppo senza sparito, qualche accordo jazz per non apparire decontestualizzato e soprattutto una delle mie improvvisazioni categoricamente melodiche, tonali e neoromantiche. Modo questo, che mi lascia grande libertà di espressione e che mi ritagli certamente alcuni ascoltatori. Ma la sorpresa non finisce qui, infatti la educatissima hostess mi dice: “guardi il fondatore della ditta è proprio la, il signore al telefono, se lo vuole conoscere…”. Un sussulto, non avrei mai immaginato …esito, attendo un secondo e in un altro mi presento. Una sorpresa, un onore e mi ripeto una occasione che resterà certamente nella mia memoria. Il presidente della Fazioli, mi accoglie da ottimo padrone di casa con la massima ospitalità ed eleganza, mette a proprio agio e fa notare come il gran coda da concerto (F308) in fondo alla sala, grazie al tipo di pavimento sfrutti appieno le sue potenzialità sonore; poi altre code più piccole (F156), tra cui quella del patron di UJ, Pagnotta, che ha fatto esporre il suo strumento personale. Poche parole ci mettono in sintonia e a me in stato di entusiasmo. Si comprende subito come l’ing. Fazioli sia uomo di azienda, imprenditore brillante, e al pari dell’interlocutore di estrazione scientifica e tecnica, con questo gusto tutto interdisciplinare per l’arte e in specifico per la musica, per il suono puro e rotondo, romantico ed etereo, inebriante. Uno scambio sintetico ma incisivo di riferimenti culturali più che musicali: parliamo di Perosi, di industria, di storia della scienza, di archivi e biblioteche private, di librerie musicali oggi più presenti all’estero che in Italia (con un certo rimpianto ricordiamo i pomeriggi interi che si passavano presso le Ricordi di Milano, Roma o Firenze a differenza d’oggi in cui questo è possibile farlo quasi solo all’estero, su piazze come Parigi, Berlino, Barcellona e molto negli States). Non c’è necessità di ricorrere alla bellissima cartella di presentazione aziendale, nata anche per ospiti particolari, in cui sono presenti oltre ai modelli degli strumenti e alla storia aziendale anche dediche di musicisti famosi e rassegna stampa, per comprendere la filosofia di questi oggetti (ormai non solo noti ai professionisti di settore ma anche al gande pubblico), per capire la portata della azienda stessa e quanto riuscito sia questo progetto industriale che è artistico. Un progetto che si inquadra nella straordinaria Storia della costruzione degli strumenti musicali in Italia (e mi riferisco alle liuterie cremonesi, al pianoforte di Cristofori, ma anche a tutta la tradizione organistica del folignate e del varesotto). Tanti anni orsono, quando esercitavo ancora da pianista classico, avevo richiesto questa splendida cartella della azienda, che al tempo era nata da pochissimi anni e avevo tentato di eseguire su questi strumenti così “alti”, oggi ho avuto il piacere ti toccare con immediatezza l’M. LIMINAL. Visitate l’esposizione, è una occasione e sarà certamente una emozione per tutti voi; grazie ingegnere.

Giuseppe Marino Nardelli - Agenzia Stampa Italia

 


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