(ASI) Perugia. Sabato sera per il main stage di UJ 2015 dopo THE BRAND NEW HEAVIES si sono esibito gli INCOGNITO.

Il rapporto col pubblico è stato a dire poco amichevole; molte le persone che hanno approfittato per ballare data la forte ballabilità dei brani medesimi e lo spirito "caldo" e coinvolgente con cui essi sono stati composti in vari anni soprattutto dal fondatore della Band. Gli Incognito sono espressione di un suono originale, proprio e che hanno inventato loro o meglio, il loro maestro di Band Jean-Paul "Bluey" Maunick. Il gruppo si caratterizzata nel tempo per un notevole ricambio dei suoi componenti che ruotano attorno al suo fondatore. Gli Incognito sono una formazione musicale britannica. Sono considerati tra i primi a proporre il genere acid jazz. Sono capitanati da Jean-Paul "Bluey" Maunick componente rimasto sempre attivo. Nel corso della loro storia si sono alternati vari sassofonisti, bassisti, batteristi e cantanti. Come lo stesso "Bluey" ricorda al pubblico, la storia loro inizia nel 1979 quando egli, inglese originario delle isole Mauritius e Paul "Tubbs" Williams, creano la band. Nel 1981 pubblicano il primo album intitolato Jazz Funk. La loro caratteristica espressione ha trovato piena e riconoscibile soddisfazione anche nel concerto di ieri sera, alla Arena Santa Giuliana di Perugia, attraverso il soul, il funk, il groove (parola inglese indica una serie ritmica che si ripete ciclicamente, generalmente ogni battuta. È un termine popolare, in uso già dagli anni sessanta. La sua traduzione letterale è solco e in ambito musicale indica il solco dei dischi in vinile; esiste tuttavia anche il verbo inglese to groove, in uso negli anni '60 con il significato di divertirsi intensamente. Si può considerare l'equivalente di quello che in campo melodico è definito riff. Il termine "groove" è molto usato nella black music e suoi derivati e lo si usa anche per definire un certo portamento del ritmo tipico di taluni generi come per esempio funk, r'n'b. Si differenzia da quello che nel jazz è definito "swing" soprattutto per un'indicazione più marcata di ripetitività. Caratteristica comune a entrambi i concetti è la possibilità di inserire minime variazioni all'interno della sequenza ritmica. Gli Earth, Wind & Fire hanno usato l'espressione come verbo nel celebre Let's Groove, con il significato di divertirsi ballando. Il termine è stato utilizzato successivamente dalla cantante Madonna nel testo del suo singolo di successo Into the groove, parte della colonna sonora del film Cercasi Susan disperatamente, giocando sull'ambiguità di significato della parola intesa come "solco" e "impulso ritmico". Con l'avvento dei computer e soprattutto con l'uso creativo di loop il Groove è divenuto criterio fondamentale necessario al successo di quasi tutti i generi musicali che si avvalgono pesantemente dell'elettronica, in particolare la musica dance, la musica house e l'hip-hop commerciale). Difficile oggi etichettarli, ma facile è ascoltandoli, comprendere come loro siano stati fondatori di un suono ed un modo di esprimersi tipico. Interessanti e coinvolgenti le note biografiche fatte dal leader che collegano e danno vita alla esecuzione di alcuni titoli. Musicalmente e tecnicamente si sono distinti tutti, per una orchestra che non abbiamo difficoltà a definire eccellente. La loro impronta digitale si riconosce immediatamente e resta in auge con costanza e con grande "resistenza di palcoscenico". Ottima la cantante di colore, VANESSA HAYNES, che si ricorda per una voce potente, il flautista ed il batterista, Francesco Mendolia. Quest'ultimo, bravissimo e molto integrato nel ruolo di un simile gruppo è stato applauditissimo anche grazie al lungo assolo. Splendida ed attesa Don't You Worry 'Bout A Thing .
Per il round midnight si sono distinti: RAVI COLTRANE GUITAR QUARTET, completando una edizione che per una sua sezione, quasi monograficamente molto ha dato alla chitarra nel Jazz. Chiuderanno questa edizione di UJ 2015 alla Arena di santa Giuliana, alle ore ore 21:30, McFERRIN e JULIUS & THE HELIOCENTRICS mentre nel centro storico della acropoli ai Giardini Carducci gli SUGARPIE & THE CANDYMEN FREE e FRANK BEY & ANTHONY PAULE SOUL-BLUES BAND mentre in Piazza Quattro Novembre: ALISSIA & THE FUNKETEERS. A presto per un bilancio e le sensazioni di chiusura; ma soprattutto arrivederci al prossimo anno da Agenzia Stampa Italia e tutte le altre nostre redazioni per le future edizioni di Umbria Jazz. Grazie a tutti i nostri lettori per averci seguito e considerato ed un ringraziamento alla organizzazione di UJ 2015.


Giuseppe Nardelli – Agenzia stampa Italia

Foto: Dal facebook  profilo ufficiale di Umbria Jazz