(ASI) Siamo arrivati anche quest’anno alle porte della manifestazione  che ci tiene col fiato sospeso per il concerto della Krall,  pianista-jazz singer dalla voce a volte classica e sempre suadente, tradizionalmente dai toni pacati. L’occasione di quest’anno è rappresentata dal compleanno dei Quaranta anni dalla fondazione del Festival come testimoniato da un volume dedicato ai manifesti di tutte le edizioni, intitolato appunto “Posters: quarant’anni da sfogliare”. Come da noi già anticipato e secondo quanto appare dal sito ufficiale di UJ inoltre nella presente edizione al Palazzo della Penna si potrà assistere ad un “NUOVO JAZZ  TRA SPERIMENTAZIONI E RICERCA”. Si tratta di un progetto musicale del tutto nuovo, a partire dalla location, quella di Palazzo della Penna, collocato nel centro storico della città a breve distanza dal bastione meridionale della Rocca Paolina. Una collaborazione che prosegue, quella con Young Jazz di Foligno, e con il Comune della cittadina umbra. Nel segno della musica delle “nuove generazioni” e di “nuova generazione” si muove Young Jazz, una realtà che, nel corso degli anni, si è affermata a livello nazionale e internazionale come l’unica nel suo genere nata per dare spazio a giovani artisti e al jazz più contemporaneo. E quest’anno la collaborazione con Umbria Jazz ha assunto anche nuove forme, visto che l’esperienza di Young Jazz e i suoi giovani musicisti verranno messi a disposizione dello spazio di Palazzo Penna durante i giorni della grande kermesse musicale perugina. La programmazione vedrà alternarsi nei due week end, alla Corte e alla Strada Romana, artisti più conosciuti al grande pubblico e più vicini alla musica jazz come João Lobo, Zeno De Rossi, Jeff Ballard, Lionel Loueke, con giovani promesse jazzistiche italiane. Il tutto mixato con dj set e artisti protesi verso nuove forme sonore vicine all’elettronica e alle contaminazioni tra vari generi musicali. Ma torniamo a Diana Krall che si esibirà all’Arena Santa Giuliana dalle ore 21:30 con  “Glad Rag Doll” prodotto da T-Bone Burnett. Si tratta di “un affascinante viaggio fatto di nuove sonorità, nuove combinazioni musicali e nuovi musicisti”. A Perugia, nel 1996, si esibì come resident artist in trio con Russell Malone e Paul Keller. La Krall tornò poi nel 2006, con una nuova immagine di artista in equilibrio tra il primo amore per il jazz e l’ acquisita vocazione di popstar.  Come appreso dal sito ufficiale “ai tempi degli esordi questa cantante originaria della British Columbia fece rivivere, in una dimensione di rassicurante classicità, un ruolo che sembrava essersi perduto nel tempo, quello della pianista-cantante, come Shirley Horn, Carmen McRae. I primi lavori per la Impulse! erano molto calati nella tradizione jazz, poi la Krall è passata alla Verve ed ha parzialmente modificato il suo repertorio uscendo dai terreni più specialistici e non disdegnando classici pop (‘’Love Letters’’, Besame Mucho’’) ha adottato orchestrazioni più sofisticate e complesse, ha fatto ricorso a produttori come Tommy Li Puma e Johnny Mandel e ad arrangiatori come Claus Ogerman. Con “Glad Rag Doll” si discosta in qualche caso dal carattere prettamente jazzistico che ha contraddistinto le sue cover passate, per delineare incantevoli mood di segno diverso”. Giuseppe Nardelli – Agenzia Stampa  Italia

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