Limmagine pio verosimile del santo 647x1024(ASI) Isola del Gran Sasso (Te) - Il 27 febbraio 2019 è il 157esimo anniversario della morte di San Gabriele dell'Addolorata, al secolo Francesco Possenti, patrono dell'Abruzzo e protettore dei giovani.


La notte fra il 26 e il 27 febbraio ho sognato di essere in automobile con una amica, davanti a un bivio autostradale che portava da una parte verso Assisi e dall'altra verso Assergi (frazione de L'Aquila alle pendici del Gran Sasso che si deve passare per arrivare all'uscita autostradale del Santuario di San Gabriele) e ho capito che nel sogno mi trovavo fra Terni, Rieti e l'Aquila.
Ad un certo punto, sempre in sogno, sento una voce che mi dice di fermarmi all'incrocio e in quel momento il cavalcavia di colpo crolla. Dopo mi sono svegliato di soprassalto.
Vedendo il calendario ho notato anche che il 27 febbraio è la data della morte di San Gabriele dell'Addolorata, la cui antica basilica è stata nel 1980 luogo del matrimonio dei miei genitori. Sempre in onore di San Gabriele sono stato battezzato "Cristiano Gabriele".
É da quel momento che ho pensato che il Santo abbia voluto mostrarmi ancora una volta la sua protezione e benevolenza. Tra l'altro, proprio la notte fra il 26 e il 27 febbraio 2019, a Chieti (città dove risiedo) si è aperta una voragine in una strada dove passo spesso anche in orari serali, ma quella volta, fortunatamente, ho deciso di andare altrove.
Ho voluto narrare brevemente la storia di San Gabriele dell'Addolorata per permettere a tutti di conoscere meglio questo Santo della Chiesa.
San Gabriele dell'Addolorata, al secolo Francesco Possenti, nasce il 1 marzo 1838 in una nobile famiglia di Assisi (Perugia). Egli é figlio di Sante Possenti, governatore della città, e di Agnese Frisciotti. Viene chiamato Francesco in onore di San Francesco da Assisi. Nel 1841 la sua famiglia si trasferisce a Spoleto (Perugia), poiché il padre è nominato assessore al tribunale cittadino.
Francesco da adolescente si iscrive al liceo dei Gesuiti che frequenta con buoni voti, dimostrando di possedere una intelligenza viva e una certa propensione per le materie letterarie, in particolare per lo studio del latino, nella cui lingua si cimenta a scrivere anche delle poesie. Legge romanzi degli autori più affermati del tempo come il Manzoni.
Anche se è di educazione cattolica e ha un animo buono e caritatevole verso i meno sfortunati, gli piace anche essere al centro dell'attenzioneGabriele è una presenza benefica costante nella vita quotidiana degli Abruzzesi e di tutti coloro che cercano da lio conforto. Mia madre stessa sostiene di aver avuto una grazia da lui. Io stesso ritengo di aver avuto dei segnali da lui più volte e tante altre persone sostengono lo stesso.
, vestirsi in modo elegante e raffinato, ama i divertimenti e partecipa a battute di caccia, scampagnate, serate in teatro e nei salotti, viene soprannominato "il ballerino" e piace alle ragazze.
Ma, la sua sensibilità di animo unita ai lutti famigliari che lo colpiscono, in primis la morte dell'amatissima sorella Maria Luisa il 17 giugno 1855, gli fanno vivere una crisi esistenziale interiore che lo porterà nel 1856 a prendere la via del convento. Il 6 settembre di quell'anno va a Moravalle (Macerata) dove inizia il noviziato, nei passionisti di San Paolo della Croce (ordine fondato nel 1720). Aveva compiuto 18 anni e cambia il suo nome in Gabriele dell'Addolorata. Il 22 settembre 1857 emette la professione religiosa.
Il 10 luglio 1859 arriva nel convento dei passionisti a Isola del Gran Sasso (Teramo) per prepararsi al sacerdozio, studiando teologia e pregando all'ombra del Crocifisso e di Maria Addolorata che ritiene uniche ragioni della sua vita. Ma, sul finire del 1861 si ammala mortalmente di tubercolosi e non riesce a diventare sacerdote, anche per la difficile situazione politica al centro - sud dopo l'Unità d'Italia.
La sua agonia venne ritenuta degna di un Santo. Gabriele agonizzante sul punto di morte non si demoralizza e nello.sconforto psico - fisico della malattia, si affida totalmente alla volontà di Dio e invoca la Madonna come "Maria madre mia" di accoglierlo al più presto fra le sue braccia nel regno dei cieli. Lascerà questo mondo il 27 febbraio 1862.
Nel 1866, arriva il decreto di soppressione dei religiosi e la comunità passionista di Isola del Gran Sasso è costretta a lasciare il convento. La tomba di Gabriele resterà abbandonata per trent'anni, ma la sua storia colpisce l'animo dei contadini e dei pastori della zona che lontani dal notabilato liberale, borghese e laico delle grandi città italiane, restano molto attaccati ai culti e alle credenze religiose anche dopo la definitiva rottura fra lo Stato Italiano e la Chiesa Cattolica con la "Breccia di Porta Pia" e l'annessione di Roma al Regno d'Italia il 20 settembre 1870.
Non mancano nemmeno in quegli anni i fedeli che si fermano a pregare sul suo sepolcro e a mettere fiori, chiedendo di tanto in tanto qualche grazia che se esaudita viene attribuita al giovane passionista di Assisi.
Intanto, le voci dei miracoli si rincorrono e arrivano nelle stanze della Santa Sede che fra il 17 e il 18 ottobre 1892 ordina la riesumazione pubblica della salma di Gabriele davanti a migliaia di fedeli che desiderano che le sue ossa restino in Abruzzo a Isola del Gran Sasso. Solo in quel giorno, si parla di sette miracoli che avverranno negli anni sempre con maggiore frequenza.
Gabriele viene dichiarato beato da San Pio X il 31 maggio 1908 e in suo onore viene innalzata la prima basilica. Il 13 maggio 1920 Benedetto XV lo proclama Santo e nel 1926 diventa compatrono della gioventù cattolica italiana.
Gabriele è una presenza benefica costante nella vita quotidiana degli Abruzzesi e di tutti coloro che cercano da Dio conforto. Mia madre stessa sostiene di aver avuto una grazia da lui. Io stesso ritengo di aver avuto dei segnali e aiuti da lui più volte e tante altre persone hanno riferito e continuano a riferire lo stesso. In questi eventi prodigiosi attribuibili a San Gabriele, sembra rivivere l'umanità, la sensibilità e la misericordia già appartenute al giovane Francesco Possenti.

Cristiano. Vignali - Agenzia Stampa Italia