tavecchio(ASI) Mi viene in mente la frase di Shakespeare: "i calci in faccia che il merito paziente riceve dai mediocri, ...". Ebbene sì, l'inopinata sconfitta subita stasera dalla nazionale di calcio italiana, maturata  nell'attività ludica in cui l'Italia vanta primati mondiali per essere stata 4 volte campione del mondo (Italia 1934, Francia 1938, Spagna 1982 e Germania 2006), ha evocato in me questa emotiva reazione.

Una disfatta, sì sportiva, che deve farci meditare per i tanti effetti negativi che essa comporterà non solo nel mondo del pallone. Però, essa non è altro che l'effetto più evidente di una nazione che in tutti i settori sta navigando senza bussola e perdendo i positivi primati conquistati nel passato. Le cause, in generale, sono da ricercarsi nel fatto che nel meraviglioso "Bel Paese" ci sono troppi mediocri nei posti di potere. Altrimenti non saremmo passati così velocemente da essere una nazione che era fra le prime potenze al mondo, ad esserne oggi una priva di grande prestigio. Il tutto con i migliori italiani che devono andare all'estero per esprimere il loro valore. Non è così?  Un pericoloso andamento che si manifesta anche al calcio che è il nostro sport nazionale. Prendiamo ad esempio l'uscita di scena degli azzurri dai mondiali. In merito a ciò, dico  subito la mia opinione.  Secondo me,  l'errorre più clamoroso l'ha fatto il  presidente della Federcalcio Carlo Tavecchio scegliendo come allenatore Ventura. Un direttore tecnico, bravo con le squadre della serie A, ma che non aveva un' esperienza rilevante in campo internazionale. I risultati negativi, purtroppo, si sono visti e sono sotto gli occhi di tutti. In ogni caso, ritengo che le responsabilità di Ventura non sono le maggiori. Anche se, nel giudizio, pesano e pesano molto i meriti e demeriti per chi ha l'onore e l'onere di allenare gli azzurri. Ma soprattutto va valutato l'operato dei vertici federali dello sport più popolare d'Italia. Va  ricordato che  si è passati, con in panchina Conte agli europei DEL 2016, a dominare la Spagna e batterla per 2 a 0, ossia da una partita che fu un capolavoro tattico, alla bruciante ed umiliante sconfitta subita pochi mesi dopo contro gli stessi avversari, ma, questa volta con Ventura come tecnico, subendo anche 3 reti dagli iberici. Ma la lezione non ci è servita. Anzi è stata l'inizio della fine. Infatti, anche nell'ultima possibilità degli spareggi per accedere ai mondiali di Russia 2018 non siamo stati capaci, nelle due sfide a disposizione,  di battere una compagine non del tutto irresistibile quale era la Svezia. Per cui, l'eliminazione è meritata. Questo è senza ombra di dubbio una verità che dobbiamo accettare. Quando non si battono squadre come quella scandinava, allora, va preso atto che non ci meritiamo nulla. Però, questa 'onta' sportiva è il frutto di scelte sbagliatissime  fatte dai vertici della F.I.G.C. con a capo Tavecchio, a cui invitiamo di fare una serena ed onesta riflessione. L'onestà intellettuale di un vero capo sa riconoscere i propri gravi errori e, visti i fallimentari riscontri,  sa dignitosamente  rassegnare le dimissioni dall'incarico.  Stessa cosa dovrebbe succedere per la mancata qualificazione degli azzurri al mondiale di calcio del 2018  e per le  conseguenze, totalmente negative, che porta con se questa cocente sconfitta che, tra le altre cose,  è stata una grande delusione ed umiliazione per tutta l'italia. Signor Tavecchio, mediti sulle sue evidenti responsabilità, sulla poca accortezza delle sue scelte e sui risultati ottenuti dalla sua gestione. I fatti ci rammentano che era da 60 anni che non mancavamo dal mondiale. Esattamente l'ultima volta che non c'eravamo  qualificati della risaliva al lontano 1958. Una cosa è certa, anche se lei , signor Tavecchio, non darà le dimissioni, che, ripeto, sono anche un gesto nobile, lei, in ogni caso per i tifosi degli azzurri, passerà alla storia per aver infranto stasera il sogno di 60 milioni di italiani. Ci domandiamo quale credibilità si potrà ancora avere nel calcio quando si porta  sulle spalle il pesante  fardello dell'eliminazione ai mondiali di Russia del 2018, avvenuta ad opera dei modesti svedesi?

Beviamo questo calice amarissimo ed andiamo avanti.  Avevo iniziato l'articolo con una frase di William Shakespeare, termino con quella del sommo Poeta Dante Alighieri: "Ahi serva Italia, di dolore ostello,/nave sanza nocchiere in gran tempesta,/ non donna di province, ma bordello".  'Questi sono gli effetti collaterali negativi  provocati  dalle sconfitte e dal fatto che l'Italia, sicuramente non per colpa del suo grande popolo,  non sa più vincere e detenere  quei primati positivi come in passato.

Ettore Bertolini - Agenzia Stampa Italia

 

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