meloni65(ASI) “Noi siamo qui soprattutto per parlare del futuro dell’ Umbria che potrebbe essere decisamente più ricca di quanto non sia. Negli ultimi 10 anni ha perso 15 punti di Pil, sta diventando la regione più vecchia d’Italia e ha problemi enormi”. Lo dichiara Giorgia Meloni in un’intervista ad Agenzia Stampa Italia.

Richiama così i temi della campagna elettorale in vista delle regionali. “Sostegno alle imprese, all’agricoltura, all’allevamento, all’artigianato, al commercio e alle famiglie. Insomma: ci sono molte cose che si possono fare se non si sta tutto il tempo a truccare i concorsi della sanità”, spiega la leader di Fratelli d’Italia ai microfoni del nostro direttore Ettore Bertolini. Commenta poi la possibile cessione di una parte delle acque territoriali italiane, alla Francia, mediante il trattato di Caen sottoscritto circa 4 anni dall’allora ministro degli Esteri Paolo Gentiloni e dal suo omologo di Parigi. Se “non è già stato ratificato, è perché noi abbiamo fatto una battaglia. Quando nessuno ne parlava, abbiamo acceso i riflettori su uno dei tanti modi con cui la sinistra italiana si è venduta ai francesi, regalando interi gioielli italiani per pagare delle cambiali in cambio del presunto sostegno della cosiddetta Unione Europea”. I motivi per cui quest’ultima – aggiunge - è più disponibile con Roma sono da ricondurre alla presenza, nel governo Renzi, dell’allora “sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega agli Affari europei Sandro Gozi, che oggi lavora nel governo di Macron” e per il ruolo ricoperto dall’ex capo della Farnesina, Paolo Gentiloni, attuale Commissario europeo “che tentava di regalare pezzi di mare italiano”. Ricorda poi che se noi cedessimo quelle acque, “non avremmo più un utilizzo esclusivo di quei giacimenti di petrolio e carbone” contenuti in esse. Siamo davanti dunque – conclude – non più a nostri rappresentanti, ma a quelli dei francesi “e quindi sono dei venduti. Anche per questo raccogliamo le firme per il presidenzialismo, l’elezione diretta del Capo dello Stato e per l’abolizione dei senatori a vita”.

Marco Paganelli – Agenzia Stampa Italia