(ASI) - La nave Open Arms, ferma a largo di Lampedusa, aspetta segnali sulla possibilità di attraccare e dove farlo. In serata, tuttavia, 9 dei 107 naufraghi sono stati fatti sbarcare per motivi di salute.

Queste le parole del ministro dei trasporti Danilo Toninelli su Facebook. “A questo punto facciamo un ulteriore passo in avanti: siamo disponibili a portare noi, con la nostra Guardia Costiera, nel porto iberico che ci verrà indicato tutti i migranti che sono a bordo della Open Arms. La Spagna però faccia prima, a sua volta, un passo in avanti e tolga immediatamente la sua bandiera dalla nave Ong”.
E’ arrivato quindi il no all'ipotesi di essere scortati dalle navi militari della Guardia costiera fino alle Baleari, lo dicono Oscar Camps e Riccardo Gatti della Open Arms: “Con la nostra imbarcazione a 800 metri dalle coste di Lampedusa, gli stati europei stanno chiedendo a una piccola Ong come la nostra, di affrontare 590 miglia e 3 giorni di navigazione, in condizioni meteorologiche peraltro avverse, con 107 persone stremate e 19 volontari molto provati che da più di 24 giorni provano a garantire quei diritti che l'Europa nega”. La Ong ha però messo in campo due proposte: il trasferimento dei naufraghi in Spagna tramite aereo o con traghetti di linea. Alle parti si rivolge la portavoce della Commissione europea Natasha Bertaud: “Facciamo un appello agli Stati membri e alle Ong a collaborare per trovare una soluzione che funzioni e che permetta uno sbarco immediato delle persone”.

Claudia Piagnani - Agenzia Stampa Italia