(ASI) Sulmona - "Ho appreso con favore della visita del garante dei detenuti effettuata nei giorni scorsi presso il carcere delle Costarelle.

Egli, accompagnato dall’assessore regionale Guido Quintino Liris ( ci saremmo augurati che qualche consigliere si fosse mosso prima anche a suffragio delle molte vertenze a favore degli operatori penitenziari diramate soprattutto a mezzo stampa)  ha fatto un sopralluogo generale soffermandosi in maniera  particolare presso la sezione riservata ai detenuti in regime di 41 bis e tutti di primo livello criminale( che a noi risultano, da fonti sindacali, essere 160 e non 120 come nel comunicato dal garante diramato).

Nel corso della visita sono state riscontrate diverse criticità che, stante a quanto affermato da Cifaldi, saranno oggetto di una relazione da consegnare all’intero consiglio regionale e agli altri organi competenti, quali ad esempio Asl e Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria. Il tutto al  fine di individuare un piano per migliorare le condizioni carcerarie.

Condividiamo il fatto che la presenza dell’assessore Liris sia stata importante per il suo significato tecnico-poltico in quanto dirigente sanitario della Asl dell’Aquila  ed è proprio per questo che nella relazione che verrà elaborata mi auguro si traccino linee di intervento non solo per i detenuti ma anche e soprattutto per le condizioni di lavoro ai quali è costretto a sottostare  il personale di polizia penitenziaria.

Spero sia superfluo, a tal proposito, evidenziare  il forte bisogno che ha  la struttura del carcere visitato di essere rivalutata dal punto di vista della salubrità atteso che, in tale contesto, fare i conti con temperature da altoforno è purtroppo una costante d’estate e con tutto ciò che ne consegue in termini di condizioni stressogene sia per i detenuti che per il personale in esso operante.

Fare i conti inoltre con la mancanza di aereazione presso la sezione “nuovi giunti”  non giova nei confronti di chi amerebbe vivere in un posto privato dei venefici effetti del fumo da sigaretta ma che è costretto, suo malgrado, a doverne respirare a volte anche enormi quantità.

Liris che in qualità di dirigente sanitario dovrebbe sapere che vedere arredati di mobilio antiquato e per nulla ergonomico gli uffici del personale montante nelle sezioni detentive dovrebbe essere indegno per un paese civile come è l’Italia e che si vanta di essere una delle 7 potenze del mondo non dovrebbe assolutamente passarci sopra.

Allo stesso Liris, così come a Gianmarco Cifaldi, spero non sia passata inosservata la discutibilissima posizione assunta, sempre in termini di salubrità e sicurezza, dai mezzi adibiti al trasporto dei detenuti e che, in diversi casi, non è sminuente affermare essere obsoleti e per nulla confacenti le esigenze  di salutare aspettativa da parte di entrambe le compagini facenti uso degli stessi.

Attese le denunce diverse volte fatte sulla questione della caserma agenti mi auguro che il consigliere regionale, al pari di quanto già fatto dalla parlamentare Stefania Pezzopane, trovi ispirazione nella visita fatta al penitenziario per ergersi anch’egli a promotore di sani investimenti in termini di impegno per la costruzione di una nuova caserma.

 Ne varrebbe per la sua immagine non solo di rappresentante dei diritti sacrosanti dei detenuti ma soprattutto, ed è quello che più vado ricercando da un rappresentante del popolo, degli intangibili diritti dei poliziotti penitenziari a vedersi professionalmente salvaguardati in tutte le coordinate espressione del difficilissimo lavoro al quale sono chiamati a svolgere.". Lo dichiara in una nota  Il Componente CST UIL Adriatica Gran Sasso e UIL PA Abruzzo

Mauro Nardella.