gov2(ASI) - La legge sulla legittima difesa è stata promulgata ieri dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, il quale però ha ancora qualche dubbio sul testo. 

Matteo Salvini commenta così: "Ascolto il Quirinale ma la legittima difesa è legge" mentre per le Camere penali le parole di Mattarella "vanificano l'impianto della riforma".

La nuova legge va a modificare l’articolo 52 del codice penale che disciplina la "Difesa legittima", che rimane comunque basata sul rapporto di proporzionalità tra offesa e difesa. Viene riconosciuto "in stato di legittima difesa" chi, nel proprio domicilio o in luoghi equiparati (negozio o sede di lavoro), "usa un’arma legittimamente detenuta o altro mezzo idoneo al fine di difendere la propria o la altrui incolumità, i beni propri o altrui, quando non vi è desistenza e vi è pericolo di aggressione". Non è necessario che il ladro o l’intruso abbia un’arma in mano ma è sufficiente la sola minaccia di utilizzare un’arma. La riforma modifica inoltre l’articolo 55 del codice penale che disciplina "l’eccesso colposo" ed esclude la punibilità di chi, "trovandosi in condizione di minorata difesa o in stato di grave turbamento, derivante dalla situazione di pericolo in atto, commette il fatto per la salvaguardia della propria o altrui incolumità". Per "minorata difesa" si intende quando l’intruso che attacca il privato cittadino agisce approfittando "di circostanze di tempo, luogo o persona, anche in riferimento all’età della vittima, tali da ostacolare la pubblica e privata difesa".

Chi si è legittimamente difeso non è responsabile civilmente: il cittadino che viene assolto in sede penale, non è obbligato a risarcire il danno derivante dal medesimo fatto in sede civile. Nei casi di eccesso colposo al danneggiato è riconosciuto il diritto a una indennità calcolata dal giudice. Se chi si è difeso in casa propria viene prosciolto dalle accuse o la sua posizione è archiviata o ancora viene disposto il non luogo a procedere per fatti commessi in condizioni di legittima difesa o eccesso colposo, lo spese le paga lo Stato con la formula del gratuito patrocinio. È comunque fatto salvo il diritto dello Stato di chiedere le spese anticipate nel caso in zui, a seguito di riapertura delle indagini, la persona venga condannata in via definitiva. Un altro aspetto della legge appena promulgata dal Presidente della Repubblica è l’inasprimento delle pene per violazione di domicilio e furto in appartamento. In particolare, viene innalzata a quattro anni la pena massima di carcere per la violazione del domicilio. Quanto a furto in abitazione e scippo, si arriva fino a un massimo di sette anni di carcere. Vengono rese più dure anche le sanzioni pecuniarie con un massimo di 2.500 euro e vengono incrementati anche gli anni massimi di carcere per la rapina, fino a sette.

 

Claudia Piagnani - Agenzia Stampa Italia

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