(salvini16ASI) - Il sottosegretario leghista per le Infrastrutture e Senatore della Lega Armando Siri, è stato indagato per corruzione dalla Procura di Roma nell’ambito di un’inchiesta svolta a Palermo. 

Si ipotizzerebbe uno scambio di favori e denaro per agevolare aziende considerate vicine a Vito Nicastri, di Alcamo in provincia di Trapani, proprietario di un'azienda che si occupa di eolico, ora ai domiciliari perché ritenuto vicino al superlatitante Matteo Messina Denaro.

“Piena fiducia nella sua correttezza. L’auspicio è che le indagini siano veloci per non lasciare nessuna ombra. Ho sentito oggi Siri, l’ha letto dai giornali, è assurdo. Lo conosco, lo stimo, non ho dubbio alcuno, peraltro stiamo parlando di qualcosa che non è finito neanche nel Def”, queste le parole del vicepremier Matteo Salvini. Non è dello stesso parere Luigi Di Maio che dichiara: "Se i fatti sono questi, Siri si deve dimettere dal governo. “Non so se Salvini concorda con questa mia linea intransigente ma il mio dovere e tutelare il governo e credo che anche a lui convenga tutelare l’immagine della Lega". Una bella gatta da pelare per il Carroccio, a circa un mese dalle elezioni per eleggere i rappresentanti del Parlamento Europeo; questa vicenda potrebbe minare l'alto consenso raggiunto dal leader leghista in questi mesi di governo (secondo i sondaggi). Intanto Siri si dichiara estraneo ai fatti ma secondo l'accusa, Siri avrebbe ricevuto denaro per modificare una norma che potesse favorire l’erogazione di contributi per le imprese che operano nelle energie rinnovabili.

 

Claudia Piagnani - Agenzia Stampa Italia

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