(ASI) -  Dopo le parole del ministro dell'Economia Tria su un possibile aumento dell'Iva nel 2020, i due vicepresidenti del Consiglio non ci stanno e commentano così: "C'è un contratto di governo, ma c'è prima di tutto il rispetto degli italiani.

Noi non aumenteremo l'Iva per dire che abbiamo fatto la flat tax. Con i viceministri Castelli e Garavaglia stiamo lavorando per evitare lo scatto delle clausole di salvaguardia", ha affermato Luigi di Maio. "Spero Tria sia stato frainteso. L'Iva non aumenterà. Non è aumentata nel 2018, non aumenta nel 2019. E non può aumentare. C'è un impegno del movimento 5 stelle di non farla aumentare. Quindi l'Iva non aumenterà". Aggiungendo poi: "Siamo una squadra e il Movimento è il principale azionista di questa squadra. Abbiamo detto che l’Iva non aumenterà. Se Tria punta ad aumentarla si può dimettere".

Il possibile fraintendimento è legato alle parole di Tria di ieri, quando il ministro aveva confermato l'aumento di Iva e accise sulla benzina, salvo poi mostrarsi più cauto in serata.

Dalle opposizioni invece arrivano forti critiche all'operato dei due vicepremier: "Il governo dica con chiarezza prima delle elezioni europee se l'Iva aumenterà o no, gli italiani hanno il diritto di votare sapendo cosa questo esecutivo ha fatto in ambito economico", ha dichiarato Giorgia Meloni. Mariastella Gelmini di Forza Italia lo difende: "Lui dice la verità, cioè che bisogna trovare i soldi, ma invece di trovare le risorse il governo se la prende con il titolare del Mef". Mentre sempre dal partito di Berlusconi Renato Brunetta commenta così: "Hanno sperperato 15 miliardi in reddito di cittadinanza e quota 100. La coperta è corta, l’aumento dell’Iva è già legge, o si trovano i 23 miliardi per neutralizzarla oppure tutta l’Iva aumenterà dal 1 gennaio 2020 e sarà un colpo mortale per l'economia".

 

Claudia Piagnani - Agenzia Stampa Italia

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