gov2(ASI) Roma - La Camera ha approvato la mozione di maggioranza, firmata dai capigruppo di Lega e M5S, Riccardo Molinari e Francesco D'Uva, per ridiscutere il progetto della Tav.

L’aula di Montecitorio respinge i tre testi presentati da Forza Italia, Fratelli d’Italia e Partito democratico, che prevedevano di far riaprire i cantieri dell’alta velocità. 

E’ stata una vittoria netta con 261 sì. Sul fronte del governo però Lega e M5S sono divisi. Sulla Tav si assiste a una votazione univoca da parte dei due gruppi, ma si trovano su idee del tutto diverse l’una dall’altra. Salvini dichiara: “Si va avanti. L’obiettivo è rivedere il progetto, risparmiare dove si può risparmiare”. Di Maio non commenta mentre Toninelli, assicura che in “massimo entro due settimane troveremo una soluzione con gli alleati”.
Quindi per la Lega la mozione è una riflessione che porterà alla riapertura dei cantieri, mentre per M5S è un modo per prendere tempo e convincere il socio di governo a non proseguire la Tav. Posizione contestata duramente dalle opposizioni, soprattutto dagli alleati di Salvini, Forza Italia e Fratelli d’Italia. Silvio Berlusconi ha incontrato a palazzo Grazioli i capigruppo, Maria Stella Gelmini e Anna Maria Bernini, il presidente del Parlamento Ue, Antonio Tajani, e una delegazione di sì Tav. Un incontro richiesto per  discutere degli effetti che la mozione di maggioranza potrebbe avere non solo sul territorio piemontese ma anche per il Paese.
La leader di Fratelli d'Italia Giorgia Meloni commenta così: "Non prendiamoci in giro, quello che c’è scritto nella mozione di maggioranza significa che la Tav non si farà". Dello stesso parere anche Francesco Lollobrigida, firmatario della mozione di Fdi: "Questa è una pietra tombale sulla creazione di migliaia di posti di lavoro, sullo sviluppo e la competitività della Nazione".

 

Claudia Piagnani - Agenzia Stampa Italia

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