(ASI) "Il Ministero dei Trasporti oltre a preoccuparsi di smentire cifre non fondate sulla Tav - come ha fatto oggi con una non meglio qualificata nota - dovrebbe preoccuparsi prima di tutto di smentire le molte affermazioni infondate del suo Ministro, il quale in queste settimane ha dichiarato: che il progetto è di 30 anni fa, quando invece il progetto in corso di realizzazione è del tutto diverso da quello originario ed è stato licenziato dal Cipe nel 2017; che sarebbe sufficiente la linea storica, quando qualsiasi tecnico sa che non è cosi; che non ci sarebbero flussi sufficienti quando invece attraversano i valichi italo-francesi 3.500.000 Tir all'anno e merci pari al 41% dell'interscambio con l'intera area euro; che la riduzione dei tempi di percorrenza sarebbero irrisori, quando invece si dimezzerebbero del 50%;  che in caso di blocco non ci sarebbero penali da pagare, quando non è cosi; che i francesi e la UE non sarebbero interessati all'opera, quando il ministro transalpino e la Commissione Europea hanno dichiarato ripetutamente il contrario; e infine - dichiarazione di Toninelli di ieri - che non fare la TAV consentirebbe di spendere 8 miliardi in altre opere, quando il costo della Tav per l'Italia è di 4.7 miliardi. Di smentire tutte queste affermazioni prive di qualsiasi fondamento il Mit non sente il dovere?".

Lo ha dichiarato l'on. Piero Fassino, parlamentare del PD e componente della Direzione Dem.

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